Rumenofobia - Consigli per la lettura

Romania

La nuova moda del mondo della politica e del popoluccio italiano è dare addosso ai Rumeni. Non importa cosa le cifre dicano, non importa quanto l’accusatore medio ne sappia, il razzismo (questa non è la prima volta), insieme al calcio ed alla chiesa è sport nazionale italiano.
Qui sotto inserisco 3 estratti dal Blog di Giuseppe Genna e da Carmilla.

Contro la deriva fascista: certi rumeni
di Giuseppe Genna

E’ scandaloso quanto sta accadendo in questi giorni in Italia. Non paghi, millenni orsono, di essere andati a rompere i coglioni in Romania con legioni armate, facendo di quel territorio una colonia, massacrando e sottomettendo genti che se ne stavano in pace nelle proprie terre; non sazi di avere assistito da spettatori, in tempi ben più recenti, a una dittatura vessatoria, a una rivoluzione che ha avuto un cruento apice addirittura televisivo e poi al crollo di un popolo che nella sua capitale conta centinaia di bambini che vivono nelle fogne, mentre noi andiamo lì a sottopagare in casa loro gli operai di quel popolo, per produrre scarpe sottocosto che permettono poi quotazioni in Borsa a Milano; non contenti di avere imposto a queste persone il miraggio economico e poi il giogo economico occidentale; immemori del fatto che noi abbiamo esportato all’estero mafie, delitti, la sporcizia dei poveracci e dei derelitti, fottendocene delle leggi altrui e poi fottendocene della nostra lingua d’origine e dei nostri costumi (che rimangono: spaghetti, ‘o cafè, Pavarotti, Arbore e Rai International); avendo cancellato il fatto che il fascismo l’abbiamo inventato noi e metastatizzato con grande successo in altri Paesi (compresa la Romania), con una riuscita tale da affascinare un uomo che ha sterminato 6 milioni di ebrei mentre teneva il busto di un italiano nel suo ufficio - non soddisfatti di tutto questo, additiamo ora un gruppo etnico, cioè i rumeni, ne mutiamo il nome (diventano di colpo romeni, per avvicinarli ai Rom, con cui non c’entrano nulla), dimentichiamo che quel popolo ha dato al Novecento apici culturali impressionanti, alla cui altezza francamente noi non siamo giunti, e, innescando propaganda anti-etnica e burocrazia (un binomio che dovrebbe ricordare qualcosa…) ci permettiamo di applicare non la pietà dell’asilo e gli strumenti di prevenzione a favore di chi, per condizioni non genetiche ma storiche e ambientali, si trova nelle condizioni di delinquere, ma andiamo oltre: desideriamo la deportazione innocente e priva di sangue, con tanto di giustificazione leguleia (immaginiamo gli italiani a New York che arrivano per Oceano disponendo già di casa e lavoro: immaginiamoli… O a Sidney. O a Berlino. O a Parigi).

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Romania fa rima con etnia?
di Valerio Evangelisti

L’identità dei rumeni è tale da rendere difficoltose le campagne d’odio razziste cui siamo ormai abituati. Sono di pelle bianca. Sono in maggioranza di fede cristiana (sia pure nelle variante greco-ortodossa). Parlano una lingua che discende in linea diretta dal latino. Fanno parte dell’Unione Europea.
Non si possono applicare loro, insomma, i consueti alibi che giustificano il razzismo dilagante in questa porcheria di paese: lo “scontro di civiltà”, la “lotta al terrorismo”, la differenza di culture, e via delirando. I rumeni si chiamano così proprio per l’impronta lasciata loro dall’annessione a Roma – ammesso che simili argomenti abbiano un senso. Anzi, quando l’impero romano era ormai scomparso, là se ne teneva vivo un brandello. Dico questo per prevenire le obiezioni delle canaglie fasciste, sempre pronte ad asservire la storia per giustificare i propri delitti. Non vi serve cercare Dna particolari. La Romania era ed è più latina di quanto non lo sia l’ipotetica “Padania”. Se siete fascisti, siatelo fino in fondo. Se siete “padani”, andate affanculo. Da bravi barbari, vi bevete l’acqua del dio fiume, con larve annesse. Prosit!

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Ancora sui rumeni in Italia e sugli italiani in Romania
di Wu Ming

Atmosfera da pogrom. Nel 1997 accadde qualcosa di molto simile con gli Albanesi - se non peggio, perché in quel caso non c’era nemmeno un omicidio con stupro a fare da detonatore, soltanto disperati che fuggivano in massa da un futuro di merda.

Siamo andati a ripescare gli articoli di allora: governo Prodi, Veltroni vicepremier, fiumi di inchiostro sul popolo di sinistra che si scopre razzista e tutto sommato non diverso dall’elettorato della Lega Nord, un decreto xenofobo varato su pressione del centrodestra e condannato dalla comunità internazionale (in quel caso la possibilità, per la nostra Marina, di bloccare navi albanesi anche fuori dalle acque territoriali italiane), infine una strage (terribile, più di cento albanesi morti annegati nel canale d’Otranto, quasi certamente speronati da una nave italiana, caso immediatamente insabbiato e rimosso dalla coscienza collettiva). […]

Lello Voce

In 50 anni ho viaggiato parecchio, qui e là, nel mondo. Da un solo paese sono scappato. La Romania. Per vergogna. Vergogna di essere connazionale di quei signori benvestiti che ho visto con i miei occhi, nel parcheggio del miglior hotel di Timisoara prendere a calci (a calci) ragazzini di 10 anni perchè avevano lavato male le loro belle macchine nordestine, dopo avargli fatto la guardia per tutta la notte dormendo all’addiaccio sul cofano. Vergogna di avere lo stesso passaporto di quei tronfi panzuti 50enni che vedevo entrare nell’hotel seguiti da 3 o 4 sedicenni rumene. […]

Nevio Galeati
Le sfaccettature del degrado etico e morale di questo stato-stivale sempre più rattoppato sono, purtroppo, numerosissime. E non si può aggiungere altro alla disgustata analisi di Valerio Evangelisti sul ‘caso Romania’. Salvo piccole note aggiuntive, forse ininfluenti. Chi ha innescato l’ennesima ondata di razzismo, chiedendo ‘leggi speciali’ (la definizione fa rabbrividire), dimentica o finge di farlo (ed è in ogni caso gravissimo) come esista la ‘Direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri’. Si chiama proprio così e recita, fra l’altro: “Il cittadino dell’Unione o un suo familiare possono essere allontanati dal territorio dello Stato membro per ragioni di ordine pubblico, di sicurezza pubblica o sanità pubblica. In nessun caso la decisione può essere dettata da ragioni economiche. Tutti i provvedimenti relativi alla libertà di circolazione e di soggiorno devono rispettare il principio della proporzionalità e basarsi esclusivamente sul comportamento personale dell’interessato. L’esistenza di condanne penali non può automaticamente giustificare tale provvedimento”. Non è sufficiente coniugare queste prescrizioni, decisamente chiare, con il Codice penale italiano, per affrontare il problema? Ah, già, quale problema? Un uomo, casualmente rumeno, ha violentato e assassinato una donna. In un quartiere degradato della capitale. Qualcuno ha violentato e assassinato a Perugia una studentessa inglese; sono indagati un congolese, un’americana e un italiano. Fin qui nessuno ha minacciato purghe nei confronti della nazione africana o dell’Impero stellare. […]

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4 Commenti a “Rumenofobia - Consigli per la lettura”

  1. Emmanuele scrive:

    In effetti il problema è parecchio spinoso, e come al solito è stato trattato dalla stampa in maniera superficiale. Mi chiedo se si rendano conto i giornalisti delle responsabilità che il loro lavoro comporta: cavalcare la tigre della paura farà anche vendere giornali, ma innesca pericolosi paradossi e preoccupante confusione logica e normativa. Gli immigrati che a volte sono tutti delinquenti a volte servono come manodopera a basso costo nelle industrie. L’imbrarazzante leggerezza con la quale si manipolano termini come nazionalità ed etnia. La più totale ignoranza delle implicazioni dei trattati europei (ma è mai possibile che posizioni cosidette “no-global” risultino più “global” di quelle dei fautori della globalizzazione più spinta?). A sinistra (sinistra?), complice l’inevitabile corsa al centro dovuta al sistema bipolare - ed accelerata da quell’indecifrabile blob che è il partito democratico - si usano parole d’ordine quali “tolleranza zero” ed “emergenza sicurezza”. Grandi discorsi per poi prendersela con i lavavetri (ma cazzo! Ci saranno problemi più urgenti da risolvere?) ed ipotizzare espulsioni di massa (che, è bene ricordarlo, non sono possibili).

    Benvenuti in Italia, dove fare più di un passaggio “causa-effetto” è un lusso che non ci si può permettere (cazzo, almeno leggete dei gialli…)

  2. MIKO scrive:

    …ehmmmmm….
    potrei stare a disquisire per ore sull’argomento….
    e forse non sarei nemmeno troppo di parte, sebbene la mia fidanzata sia giustappunto rumena…
    concordo in particolar modo su una cosa, ossia sul fatto che i giornalisti purtroppo manipolano l’informazione, esaltano ciò che più tira in un determinato momento, ovviamente per cavalcare un onda mediatica che incrementi le vendite e (chisenefrega) le paure delle persone ignoranti…
    sul discorso dell’accoglienza, non esageriamo visto che in italia sta arrivando un sacco di merda grazie all’insensatezza delle nostre leggi…che tutelano chi delinque e martoriano chi vive correttamente e poi magari dimentica di pagare una multa…
    ma sta bene così, chi è causa del suo mal pianga se stesso….

  3. michele scrive:

    La cosa che è dispiaciuta a me è il fatto che il “fattaccio del momento” sia trattato con la stessa cura dei pitbull o del bullismo, non solo vorrei un’informazione più seria ma vorrei che non esistesse la non-informazione fatta da telegiornali un po’ troppo attaccati al numero degli ascolti. Mentre scrivo siamo in piena “emergenza ultras” e come è classico in questi casi la gestione di integrazione ed immigrazione non intessa più a nessuno…

  4. Francesca Carosi scrive:

    Buongiorno,

    Al proposito, le scrivo per comunicarle che l’Associazione Pagiassi (www.pagiassi.it), volontari Clown di corsia di Genova, ospita quest’anno la tappa genovese dei Ragazzi di Bucarest, nell’ambito della tournee italiana di Parada.(www.parada.it)

    I Ragazzi di Miloud resteranno a Genova per una settimana, durante la quale avranno modo di fare da Ambasciatori per la Fondazione Parada, nell’ambito della campagna di sensibilizzazione ” Un naso rosso contro l’indifferenza”. Ci saranno spettacoli nelle scuole, nei teatri, e spettacoli per le strade di Genova.

    Gli eventi importanti collegati a questa iniziativa saranno principalmente:il 26 aprile: un pomeriggio al Porto Antico con i Ragazzi di Miloud.

    il 29 aprile
    serata spettacolo al Teatro della Gioventù
    (ingresso libero)

    Credo che, al di là della notizia dell’evento in se stesso, sarebbe bello poter dare spazio e rilievo nel mondo blog genovese alla situazione dei Ragazzi di strada che vivono nelle fogne e nei canali del sottosuolo di Bucarest, alla figura del Clown Miloud e alla sorprendente efficacia della clownerie nell’avvicinare il mondo del disagio.
    (www.pagiassi.it/parada.htm)

    La Fondazione PARADA (sia in Bucarest che nelle fondazioni francese e italiana) utilizza la clownerie come strumento per avvicinare i ragazzi che vivono nei canali di Bucarest. Parada offre loro l’occasione di imparare un mestiere e soprattutto di intraprendere un percorso interiore che li porti alla rivalutazione di se stessi e della propria dignità di persona.

    Molto simile, nell’intento profondo, è la finalità del progetto Circostanza ( il circo in una stanza per cambiare le circostanze della vita) portato avanti con tenacia dalla nostra Associazione Pagiassi di Genova, che da ottobre 2007 ha iniziato un bellissimo percorso con i Ragazzi di Cornigliano, presso i locali messi a disposizione della parrocchia, attraverso quella magia che accade ogni volta che indossiamo il “naso rosso”. (www.pagiassi.it/circostanza.htm)

    Ringraziandola per l’attenzione, resto a disposizione per eventuali chiarimenti o per ulteriori notizie, nel caso volesse scrivere un post apposito.

    Francesca Clown Tatayah
    Referente web e stampa per i Pagiassi - clown di corsia.
    www.pagiassi.it

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