04.14.08
Posted in Riflessioni... at 11:43 di davide.pignone
Autostrada A7 Genova - Milano: appena passata l’uscita di Tortona e lo svincolo per la Torino-Piacenza incominciano i lavori per la terza corsia. Inizia il tratto a 70 all’ora!
Memore dell’ultima bolletta (148 Euro + 10 di Notifica per un totale di 158 Euro per aver superato di 16 all’ora un limite di 110 all’ora in un tratto dritto dalle parti di Sarzana) provo a frenare dalla velocità di 140 km/h fino al limite imposto della metà. Peccato che non ho provato nemmeno per un secondo l’ebrezza di andare a 70 all’ora in quel tratto: ho dovuto riaccelerare in tempi molto brevi per non essere speronato da un camion…dunque se non ti penetra lui perchè hai ripreso velocità, ci pensano le “forze dell’ordine” a farlo perchè stai viaggiando a 30/40 km/h in più del limite e non c’è proprio verso di andare più piano. Se uno volesse proprio essere ligio al dovere potrebbe anche provare a farlo, rischiando lui in prima persona ma sporattutto facendo rischiare tutti quelli che lo seguono: un camion, infatti, non ci penserebbe due volte a sorpassarti e questo potrebbe essere molto pericoloso se fatto in un tratto dove ci sono due corsie e a tratti risicate (mi è già successo, non parlo senza cognizione di causa).
Nella carreggiata opposta, scendendo verso Genova, il limite si sposta, a volte, addirittura a 60 all’ora in corrispondenza dei cambi di corsia obbligati (attenzione: da due corsie a due corsie, non da due corsie a una!). Per curiosità: avete mai provato ad andare a questa velocità in autostrada? Se ci provate viaggierete con una angosciosa sensazione di essere elemento di intralcio (e potenziale causa di incidente) alla viabilità. Non solo: per andare a 60 all’ora invece dell’autostrada prenderò la statale. Una soluzione senza dubbio più economica!
Non solo: io vorrei avere una visione dall’alto di un’autostrada qualsiasi nel momento in cui si forma una coda. Avete idea di quando si formano quelle code assurde senza che vi sia una ragione plausibile (incidenti, restringimenti, uscite intasate,…)? Quelle code che come si sono formate senza un perchè e se ne vanno 500 metri più avanti? Bene: io un’idea me la sono fatta. Tutto parte da un povero cristo che, non prendendo l’autostrada con regolarità, non è buono a fare un sorpasso - barra - non vuole prendere multe e in sorpasso si ostina a rispettare i limiti - barra - non è capace di guidare e tira delle inchiodate quando pensa che il camion che sta superando stia cercando di stringerlo contro al guardrail. Io dico PARTE da qui, non dico E’ COLPA DI QUESTO. La colpa è di quei bastardi (passatemi il termine) che ti stanno attaccati al culo perchè pensano di poterti passare sopra mentre sei nella fase di sorpasso, i quali sono costretti a frenare di colpo quando riconoscono una minima esitazione nella macchina che li precede. Frena il primo, frena il secondo, frena quello dietro ancora e per un effetto catena si rallenta sempre più la velocità fino a che non si rimane fermi in coda. Pensateci pure: questa è solo la mia teoria. Fatto sta che limiti assurdi come questi, se rispettati, magari non provocano incidenti, ma di sicuro provocano delle belle code.
Bene, detto questo ho perso il filo del primo discorso…non solo il filo ho perso anche un po’ la foga.
Ah ecco: penso ai 160euro di multa e la foga mi torna…
Un po’ sarà colpa della stradale che ti fa le multe: non provatemi ad obiettare che loro fanno solo il loro dovere! Loro lo fanno di proposito ad appostarsi nascosti in tratti dove i limiti non sono nemmeno lontanamente rispettabili per mettertelo nel culo (si può dire?)!
Ma la colpa più grave ce l’hanno quelli che in malafede mettono dei limiti irrispettabili per le strade.
Si, in malafede. Io sono sicuro che la gente rispetterebbe i limiti se questi fossero rispettabili (scusate la figura etimologica). La gente, lo vediamo e lo sentiamo tutti i giorni, ha l’abitudine di infrangere quei limiti, quelle regole che non considera giuste (un esempio per tutti il fatto di cercare spesso di evadere le tasse).
Ora, la correttezza delle regole è molto soggettiva (ciò che per me può essere giusto per te può essere completamente sbagliato) ma penso che esista un minimo comune denominatore per stabilirle in maniera equa.
Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in un discorso che penso mi sia uscito di mano…
- Se io credo in una regola sarà logico che io la rispetti.
- Se non credo in una regola ma la maggioranza della gente ci crede, sarà il caso ce io mi adegui: questo perchè significa che nello stabilire la regola in questione si è cercato di raggiungere il minimo comune denominatore con una base molto ampia di consensi ed io faccio parte di una piccola minoranza (la regola è stata comunque stabilita con criterio e secondo una logica abbastanza democratica).
- Se io non credo in una regola e la maggioranza della gente la pensa come me allora concorderete con me che non è possibile rispettarla (non è una regola democratica).
Perchè allora si rispetta? Perchè è prevista una pena in caso contrario.
E’ dunque utile fare un ultima distinzione: la regola è solo impopolare oppure è anche sbagliata?
- Se le regole raccolgono il consenso popolare saranno sicuramente rispettate, giuste o ingiuste che siano (nel caso di regola popolare ma ingiusta il rispetto della stessa è riconducibile a fini di utilità personale).
- Se la regola è impopolare ma giusta (pagare le tasse) è ancora giusto rispettarla.
- Se la regola è impopolare ed ingiusta (in questo caso sono alcuni limiti di velocità ma il numero di esempi potrebbe essere quasi infinito in Italia) non è giusto rispettarla.
Non sono di certo io a stabilire se una regola è giusta o meno. Vorrei solo che quei maledetti che mettono questi “limiti trabocchetto” pensassero all’incolumità dei cittadini oltre che a ingrassare le casse dello Stato (o di qualche società produttrice di apparecchi per la misurazione della velocità - o di rilevazione delle infrazioni semaforiche) perchè non sempre un limite oltremodo basso è anche un limite che evita gli incidenti.
Forse dovremmo riflettere un po’ sul fatto che il Codice della Strada, da insieme di regole poste a tutela dell’utente della strada, si è trasformato in un’altra arma da taglio nelle mani dello Stato per ferire ancora una volta il cittadino, già dissanguato da una politica incapace di agire a tutela dello stesso invece che a tutela di privilegi dei molti politici raccomandati.
P.S. Scusate lo sfogo! E scusate se mi sono perso qualche passaggio logico tra un periodo e l’altro a causa della foga con la quale ho scritto.
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01.22.07
Posted in Senza Categoria at 05:14 di davide.pignone
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You can come tomorrow to clean the windows. In the evening.
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Otherwise we go to the house-keeper and tell him to handle that.1
Nuvole, pioggia, studio, universitá, prepara da mangiare, mangia, dormi, produci, consuma, muori… (devo aver preso in presito da qualcuno queste ultime tre parole in sequenza ma purtroppo la mia ignoranza mi fa ricordare solo di averle lette su un muro da qualche parte…).
Bhe, questa é la vita olandese quando non si va alle feste, in palestra, in discoteca quando le ragazze ti circondano mentre balli e cosí via…
Insomma, era un giorno di quelli tristi e ci trovammo come sempre per mangiare io, Alessandro, Giacomo e Ivan (rigorosamente in ordine alfabetico). Fatto sta che aspettando di mangiare trovo nel frigo dei frutti che il contadino di fronte ci aveva regalato da provare (acerbi come non mai, oltre che immangiabili) e dico: “E con questi cosa ci facciamo?”. Si da il caso che questi frutti siano perfettamente tondi, dal peso e dalla dimensione all’incirca di una nespola (infatti mi sembra che si chiamino proprio nespole d’inverno), insomma: sembrano proprio frutti creati da madre natura appositamente per il lancio.
Stranamente non ricordo chi ha incominciato, ma alla fine ci siamo ritrovati uno per finestra a tirare questi dardi contro i vetri del salone del secondo piano della casa in fronte alla mia cercando naturalmente sempre di non farsi sgamare. Divertiti come bambini che scoprono quanto é simpatico fare scherzetti e poi nascondersi abbiamo continuato, con cadenza, diciamo, bisettimanale, migliorando sempre un poco le dinamiche di lancio e facendo esperimenti su quali oggetti fossero piú adatti al lancio: gnocchetti troppo duri, arance ammuffite, pomodori dimenticati in frigo da qualche coinquilino e marciti, semi di avocado che messi in acqua per un mese di fila mi hanno lasciato deluso senza darmi il minimo segno di germoglio e qualche fusillo scotto (questi ultimi a mio avviso i piú divertenti, in quanto si appiccicano letteralmente alle finestre – segnando con precisione la destinazione finale del lancio)…la lista sarebbe lunga ma per una volta voglio che l’articolo non lo sia altrettanto! A ogni pioggia (quindi con cadenza quasi giornaliera) i vetri tornavano come nuovi e gli animali del villaggio provvedevano a ripulire il suolo, sempre…bricconcelli si, ma con simpatia: il tabellone si resettava e si poteva ripartire!
Aspettando il giorno in cui i vicini di fronte si sarebbero sporti dalle loro finestre per tirare gli avanzi della cena abbiamo commesso questa sera l’imprudenza di lanciare alcuni pomodori andati a male con le luci accese. Il tipo, un tipo furbo, sente rumore e, invece di accendere la luce, decide di farci la posta quando ad un tratto apre la finestra e ci grida di tutto, naturlamente solo dopo averci visto bene in faccia. Noi bambini quali siamo ci siamo subito accucciati andando a spegnere tutte le luci da questa posizione (le risate…mi sembrava di girare una scena del film “Il Mostro” con Benigni) mentre vediamo lo stesso tipo che quasi correndo viene verso la nostra palazzina. “Luis, no digas nada, si alguien llama a la puerta no vayas y si llama a la ventana, tampoco contestes”, dico al ragazzo spagnolo che vive con me e che in quel momento stava studiando in camera sua. Io mi nascondo in salone mentre Alessando corre verso la porta a vetri principale per chiuderla a chiave nascondendosi subito dopo in camera mia al buio. Driiin….il campanello suona mentre in casa é ormai calato il silenzio…drrrrriiiiiiinnnnn…il campanello continua a suonare mentre partono le prime risatine…io mi abbasso e cerco di spiare il tipo attraverso il corridoio, con il braghettone della porta che mi fa da scudo….toc, toc, toc, toc, toc…quasi scoppia una risata completa mentre il tempo sembra non passare mai: tutti e due ce ne dobbiamo andare di casa e questo sembra non volersi proprio schiodare dalla sua posizione di assalto. “Come on, I know that you are at home…Come on…If tomorrow you don’t come to clean the windows, I’ll go to the house keeper…”2. Altre risatine…Aspetta…
Sembra che se ne sia andato…ancora un attimo…finalmente usciamo dalla porta guardinghi. Forse é buona…via, ci avviamo insieme verso la casa di Alessandro mentre la delusione cresce sempre piú nei confronti di questi olandesi privi di un minimo senso dell’umorismo e del divertimeno. Torno una mezz’oretta dopo a casa e mi vedo un foglio piantato con una freccia alla porta con la frase minatoria di cui sopra…
Speravamo di trovare un bambino birichino come noi e invece abbiamo trovato solo un pianginonna…
Adesso che ci penso é un pó come nel film “Amici Miei”: noi come loro e questo come il figliuolo del Perozzi!
Poverini, forse un po’ li capisco: d’altra parte quando non vedi mai il sole (fonte inesauribile di gioia e vitalitá) non puoi fare altro che nascere triste e senza voglia di scherzare…e che colpa ne abbiamo noi se vogliamo portare un po’ di buon umore in quel dei Paesi Bassi? Che colpa abbiamo se il nostro piccolo Peter Pan continua a seguirci come un’ombra?
Uffff…ma se uno non le fa a 24 anni queste cose quando le deve fare? E´giá passato il tempo dei giochi? O un tempo per i giochi ci sará sempre?
Sinceramente non penso che ci sia un’etá per i giochi e una per la serietá…che vita è questa senza qualche distrazione? Cosa ne rimane della vita se non la si condisce con una buona dose di simpatia?
E’ stato solo uno scherzo stupido per degli studenti universitari di quasi 24/25 anni o é stata una simpatica distrazione per dei ragazzi che nonostante tutto hanno ancora un’anima da bambini?
Assorto in tutti questi miei pensieri, e sicuro che questo articolo susciterá molte polemiche vi lascio alle vostre considerazioni.
1. Potete venire a pulire domani le finestre. Nel pomeriggio.
Se no andiamo dall’amministratore e gli diciamo di prendere in mano la situazione .
2. Forza, lo so che siete in casa…forza…se domani non venite a pulire le finestre vado dall’amministratore
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01.18.07
Posted in Avvenimenti at 13:45 di davide.pignone
E’ iniziato tutto sta mattina, faceva un po’ di vento ma niente di preoccupante. Verso l’ora di pranzo si alza il vento e quando poi mi metto a studiare dopo il caffè diventa qualcosa di tremendo. Il vento fuori che fischia da morire, raffiche di vento esagerate e…aprite bene le orecchie: LA CASA CHE SI MUOVE!!! Vi giuro, mi sembrava di essere nella casa di legno dei tre porcellini (quella di paglia sarebbe già venuta giù!). Quando arrivano le raffiche la palazzina (prefabbricata naturalmente – costruita inizialmente per dare asilo ai rifugiati politici) da degli sgrulloni che sembra ci sia il terremoto. Scricchiolii, botte di porte e finestre che si chiudono senza che i poveri malcapitati possano fare niente per poter frenare la forza del vento. Guardo fuori e vedo la pioggia che non sa più lei da che parte tirare, tra mulinelli e i giochi del vento tra le case. Gli alberi quasi abbattuti da quest’aria che non sembra voler smettere mentre la poca gente che è in strada sembra all’improvviso tutta ubriaca, procedendo con questa andatura disarticolata: un passo fanno una fatica terribile ad avanzare e mettere il secondo piede davanti al precedente e il passo dopo hanno il vento a favore che gli fa compiere una spaccata…mentre una folata laterale li fa quasi cadere su un fianco: pupazzi in balia di un burattinaio divertito.
Entra la mia coinquilina che, essendo stata fuori, mi chiede se stia finendo il mondo mentre sua madre preoccupata le sta telefonando dalla Spagna mi dice che è in corso un uragano. E io, eheh…proprio vero, un uragano! Due secondi dopo quando lei accende la TV per sentire le notizie a riguardo mi accorgo che non è una stronzata: un uragano sta imperversando in Gran Bretagna, in Francia, nei Paesi Bassi, nel Belgio e in Germania. Si tratta dell’uragano Kyrill o qualcosa del genere. I treni sono fermi e gli autobus anche. Guardo ancora fuori e mi chiedo se sia più sicuro rimanere in questa casa tremante o uscire in mezzo alla strada. Una scelta difficile, alla fine mi faccio coraggio e rimango in casa…domani vi saprò raccontare se il lupo cattivo è riuscito a soffiare via quello che, con poca fatica e pochi soldi, l’SSHN1 ha comprato in saldo dallo stato.
1. Fondazione che si occupa di fornire alloggi agli studenti di Nijmegen
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01.09.07
Posted in Avvenimenti at 05:48 di davide.pignone
2000
I Numeri dell’avventura (se volete potete giocarli al Lotto):
- 1 turni di guida
- 1 la volta che una stronza mi ha sgamato mentre facevo pipì sulla sua 500 arrugginita
- 1.57 di Pause varie
- 2 le volte che ci hanno fermato per un controllo
- 12.29 le ore di guida
- 12,344 Km con un litro di Benzina!!!!!!!!!!
- 14.26 ore di Viaggio
- 90,74 Km/H di media
- 105,29 Km/H di media se non si contano le pause
H 05.15 Sveglia
Suona la sveglia, scatto come un grillo giù dal letto mi svesto e vado a fare la doccia!…questo è quello che sarebbe dovuto accadere ma in realtà…la mamma mi chiama. So che devo affrontare un viaggio interminabile in macchina e decido di girarmi dall’altra parte…dopo 3 minuti di pensieri profondi mi alzo dal letto e vado verso la doccia con passo assonnato, barcollando anche un po’ dopo le 4 ore e mezza abbondanti di sonno…
H 05.20 Doccia
…doccia, che altro devo dire?
H 05.30 Colazione
“Per iniziare una giornata alla grande ci vuole una colazione grande!”. “…ma cosa dice!!! Non ci vuole una colazione grande ma una grande colazione”. Cinghiale, quello che ci vuole per iniziare una giornata alla grande!
H 06.05 PARTENZA! – Meno 10 Km
Si, meno 10 Km perché naturalmente mi dimentico di azzerare il contakm…
H 06.30 Casello di Genova Ovest – 0 Km - Benzina 35€
Un bel pieno è d’obbligo!
H 07.50 Casello di Torino 160 KM – Autostrada 12.50€
Stranamente arrivo a Torino senza addormentarmi…saranno le note del mio Ipod a tutto volume o sarà l’aria frizzante che arriva dalle bocchette rotte a non permettermelo? Non lo so…a voi la scelta!
H 08.05 L’Alfa compie 174.000 KM (182 km)
Incredibile, una macchina di 16 anni dovrebbe averne almeno già un 300000 ma invece è solo una bimba un po’ troppo viziata!
H 08.16 Km 205 Stop Autogrillo – Raccolgo Giacomo
Tutto bene, trovo l’autogrill stabilito per l’incontro alla prima senza nessun problema. Dopo aver girato due volte intorno alla costruzione del benzinaio senza risultato mi accorgo che forse il bagno potrebbe essere all’interno…(nel frattempo i passanti e il benzinaio pensavano che fossi un tecnico del comune venuto a misurare a grandi passi la vastità della costruzione).
Arriva Giacomo con i suoi: piacere, piacere, buon anno, arrivederci…
H 08.30 Ripartenza
E via…incomincia la chiacchierata…
H 09.28 Casello di Aosta – Km 309 – 9.50€
Fin qui tutto bene…velocità media 120/130 km/h, non di più se non voglio fermarmi dal benzinaio ogni 300 Km!
H 09.50 Dogana S.Bernardo – Km 344 – 27€ Autostrade Svizzera
Ecco, dopo curve e controcurve attraverso montagne senza un filo di neve arriviamo alla dogana…bhe, fortuna che siamo ancora dalla parte italiana. Di sicuro non ci chiederanno niente!…tiro giù il finestrino, faccio per salutare l’omino stupido al confine e tirare dritto quando sento una vocina stritula che mi dice “Documenti prego, niente da dichiarare?”.”Niente, tenga”…
Gli diamo i documenti e mi dice: “mi può aprire il bagagliaio?”…come no! “ Spengo anche la macchina?”…”Si, forse è meglio”. A posto…Scendo e mi fa “Questo documento non è valido”, indicando la mia carta d’identità…E io “Perché se è lecito? E’ forse scaduto? A me sembra che la data indichi Ottobre 2007”…”No, perché le due pagine sono divise”…Ah, bene…Gli porgo molto gentilmente la tessera sanitaria (?!) e lui fa una faccia strana…glissa sull’argomento e prosegue la sua ispezione in cerca di qualche panetto di coca che molto distrattamente avremmo dovuto lasciare in mezzo o addirittura sotto le valigie a suo avviso…o forse in mezzo ai carciofi e al Parmigiano che ci stavamo portando in su…gli avevamo detto che andavamo in Olanda e forse immaginava che fossimo noi, due spacciatori dall’aspetto losco a bordo di un’Alfa 33 del ’90, a rifornire tutti i coffee shop di Amsterdam. Lui, molto scaltramente, ha pensato…adesso faccio il colpaccio e finisco sul giornale! Alla fine ci domanda: “ Fumate? ” E come no!!! Non senti che puzza di maria che c’è a bordo?…alla fine passa liscio e ci lascia andare.
H 10.10 Ripartenza, Svizzera – 22.40€
Paghiamo l’autostrada e il traforo del S.Bernardo!!! Purtroppo sembra che non se ne approfittino nemmeno!!! Solo quasi 23 Euro per qualche Km al buio!!!
H 12.16 Benza in Svizzera – Fr 68,79 44.96lt – 555 Km
Ecco che il serbatoio finalmente si svuota…non ci credevo, pensavo che si fosse piantata la lancetta! Usciamo dall’autostrada e entriamo in questo simpatico e ridente paesino di 4 case in croce…troviamo il benzinaio e iniziamo a fare il pieno. Nel frattempo cerco un posto dove fare la pipì, anche qui faccio un paio di giri intorno alla costruzione della stazione di rifornimento e non trovo il benché minimo spazio riservato…decido così di attraversare la strada, avviandomi ve
2000
rso quello che sembrava un concessionario di macchine. A lato di quest’altra costruzione c’erano 4 macchine posteggiate e mi sembrava che lo spazio tra una e l’altra fosse abbastanza appartato per poter svuotare la mia povera vescica…psss…aaah…”OOOOUUEEE!!!”… ecco che Giacomo ha voglia di fare il buffone…mi giro e lo vedo intento a fare benzina…bho…sembra che lui non abbia aperto bocca. Ritorno ai miei doveri ed ecco che vedo un’ombra spuntare dall’angolo mentre faccio appena in tempo a rimettere tutto a posto (senza sgrullare niente…merda!!!)…fiii, fiiiifififi…fischietto facendo finta di niente ma sembra che questa “supersignora” mi abbia sgamato in pieno…non so come abbia fatto a vedermi dato che ero coperto dalla sua vista ma sembra molto arrabbiata. Prova a insultarmi in Svizzero, io non capisco e alzo le braccia come dire: “Io? No, non c’entro niente…stavo solo facendo un giretto tra le macchine posteggiate…”. Capito che non parlo la sua lingua rincara la dose e sembra molto più aggressiva. A quel punto la mando molto cortesemente a cagare in italiano (d’altra parte ormai l’avevo fatta) con la faccia di uno che si scusa (lei capirà quello che le stai comunicando con il corpo e non quello che le stai comunicando con parole a lei incomprensibili – regola fondamentale all’estero: insultare a non finire facendo la faccia più graziosa e angelica del mondo) e con un’alzata di spalle mi allontano…si torna alla macchina.
H 12.22 Ripartenza
Ripartiamo salutando la simpatica signora con gesti affettuosi…risate a non finire. Si torna in autostrada.
H 13.28 Stop mangiare (Germania) – 666 Km
A questo punto del viaggio, appena arrivati in Germania, decidiamo di spendere i nostri euro per un lauto pranzo al…McDonald!!! Scendiamo, ci sgranchiamo di nuovo le gambe ed entriamo. I camerieri ci scambiano per spagnoli e sfoggiano la loro ottima conoscenza della lingua: “Gracias, adios gringos…”. Sorridiamo cordialmente e ci andiamo a sedere davanti al nostro ottimo “McCrucchen”. Sembra che qui sia una zona calda di passaggio: incominciamo a vedere molte donzelle bionde mica male…e va bhe…
H 13.54 Ripartenza
Risaliamo in macchina, si riparte e nel mentre vediamo un pullman di tipe molto graziose che sorridenti si avvicinano al tempio del colesterolo. I commenti si sprecano…
H 14.35 Stop Langhurst – Raccogliamo Cecile – 748 Km
Usciamo per l’ennesima volta dall’autostrada e con l’aiuto di Autoroute riusciamo a perderci un paio di volte prima di arrivare al luogo stabilito: un paesino lungo un centinaio di metri con 6 case in tutto. Dopo una decina di minuti arriva Cecile (una ragazza francese di Strasburgo) con la sorella e tante di quelle valige da far invidia al sig. Samsonite! Anche lei aveva una scorta di porri e carote che sembrava un fruttivendolo…porri e carote? Eh eh…adesso che ci penso mi sembra di aver intravisto anche qualche banana: non vorrei sbagliarmi…
H 14.55 Ripartenza – 755 Km
Niente. Bacini e raccomandazioni e ci accomiatiamo anche dalla sorellina…ehehe…
H 15.38 un cagacazzo ci ferma per chiederci i documenti (Autostrada – Germania) – 823 Km
120/130 sulla corsia più a destra possibile con le macchine più lente che ci passavano a 150…e quelle più veloci? Mah? E chi le vedeva? Fatto sta che anche le Smart ci passavano. Ci tengo a chiarire ancora una volta un punto: non è la mia Alfa 33 che non spinge (1300 cc, quasi 100 cavalli, 196 km/h di velocità massima e 150 km/h in 3° a 7200 giri) ma ero io che volevo arrivare sano e salvo e con il portafoglio non troppo leggero…
Ad un certo punto ci passa una VW Passat della polizia e poi si mette qualche macchina più avanti a 110/120…naturalmente dopo un paio di km li ripasso. Tutto bene, le frecce per cambiare corsia le metto e tutto…Fatto sta che due secondi dopo la polizia ci ripassa, ci si mette davanti a 120, lampeggianti accessi, 4 frecce e una scritta sul pannello luminoso che hanno sul tetto che dice “BITTE…qualcosa”. Dopo 5 minuti io faccio con gli altri: ce l’hanno con me questi? Si Davide, guarda che forse ce l’hanno con te! Bho, non capisco! Ad un certo punto mettono la freccia per uscire dall’autostrada e a me balza in testa l’idea di far finta di seguirli e poi continuare dritto. Forse non è l’idea migliore ma d’altra parte io non capisco mica il tedesco! Niente, faccio il bravo bambino: io li seguo, se poi non ce l’hanno con me torno in autostrada!
Usciamo e dopo 200 mt accostano in un punto dove c’erano più buche che in un campo da golf. Naturalmente la mia Alfa si è dimostrata ancora una volta all’altezza (in tutti i sensi). Invece di tirare giù il finestrino apro la portiera. “Dokumenten”. Carta d’identità e patente…si ci sono. Io sono tranquillissimo: non ho fatto niente a parte andare forse troppo piano!!! Ancora una volta: “Dokumenten”, e mi indica il volante. Va bene, gli do anche i documenti della macchina. Mi chiede: “English?”. Inglese? Ma come inglese?! Non l’hai vista quella (I) immensa che ho sul bagaliaio? E poi “Smoked?”. Mi chiedi se sono fumato? Ma cosa diavolo c’è che non va? Solo perché non mi sono mosso dalla corsia più a destra dell’autostrada per tutto il tempo? E io “No! We don’t smoke!”. Il secondo in 500 km che ci chiede se fumiamo o se abbiamo fumato! Niente, non ci arrivo. Sono io scemo o tutti i giovani che girano con una macchina con più di 16 anni devono fumare? Nessuno di noi in macchina fuma, non un filo di odore in macchina e mi chiede se fumiamo! Va a controllare i documenti, torna e blatera qualcosa in tedesco…Io “Cosa?”…bla,bla,bla…tu, con la faccia più sorridente del mondo inizi a insultarlo in italiano così non ti può capire nemmeno lui e poi: “Thank you: persons like you make the world safer, thank you”. Di sicuro non ha capito nemmeno l’inglese!
H 15.43 Ritorniamo in Autostrada
Tra insulti e risate si ritorna in pista!
H 17.00 Pausa Pipì-Caffè – 987 Km
Tra tutti non ce la facciamo più, la meta si avvicina ma un’altra pausa per fare pipì ci vuole. Entriamo nell’autogrill e scopriamo che andare a fare la pipì costa 50 centesimi. Bhe, o ce la facciamo addosso o paghiamo. Decido di pagare mentre Giacomo, con Cecile, vuole sfoggiare tutta la sua Italianità cercando di passare, con 50 centesimi in totale, in due attraverso il tornello. Strano ma vero nel mentre arriva l’addetto ai bagni che li osserva in un misto di stupore e di pietà…loro fanno finta di niente ma ormai la figura di merda è fatta e loro si dimenticano di prendere la ricevuta dell’ingresso. Torniamo di sopra e scopri
19c1
amo che i 50 cent che abbiamo usato per il bagno sono spendibili per comprare qualcosa al bar dell’autogrill. Decidiamo così di prenderci un caffè: proprio lì c’è il Segafredo espresso (il caffè italiano peggiore, ma pur sempre meglio della brodaglia che si bevono all’estero). Vado alla cassa e faccio: “Two coffee”. Bene, la tipa mi ruba 4 euro e 50 (scalati i 50 centesimi del bagno) e si mette a fare i due caffè. Armeggia nella macchina espresso e ci tira fuori due tazze di acqua sporca. Ma nooooooo!!! Caffè, caffè!!! Scopro che avrei dovuto dirle “Two Espresso” se volevo un caffè come Dio comanda. Tragedia, proviamo a correggerlo con il latte e tanto zucchero ma è imbevibile: io da buon genovese lo finisco (con quello che ho pagato nemmeno la tazzina dovrei lasciargli!!!) mentre Giacomo non resiste e lo lascia a metà.
H 17.19 Ripartenza
La dolce melodia del motore boxer accompagna l’uscita dall’inferno appena passato mentre la il sole lascia posto alla sera con le sue nuvole…
H 18.15 Rifornimento – Km 1042 – 10€ (1,240€/Lt)
Con un po’ di riluttanza dopo aver pagato pochissimo la benzina in Svizzera ci accorgiamo che alla Shell sono dei ladri (che scoperta)! Non avevamo scelta!
H 18.18 Ripartenza
Dopo un pit stop degno della scuderia Ferrari ripartiamo!
H 19.17 Olanda! – Rifornimento – Km 1214 – 25€
Cecile dorme…Sgnek, voopp, stutun…”Cazzo, cos’era?” …Merda, mi sembrava un’altra corsia invece era il marciapiede! Bene! Menomale che papà aveva appena fatto fare la convergenza! Risate. Cecile si sveglia.
Finalmente in Olanda!!! Finalmente?! Anche qua la benzina costa un’occhio della testa e decidiamo di fare solo 25 euro di benzina anziché il pieno, dovrebbero bastare abbondantemente per arrivare a destinazione! La benzina costa cara ma nel prezzo è compresa una scatola di cioccolatini da 200 gr.!!! “Eccole qui un simpatico omaggio da parte della Q8!”, “Omaggio? Omaggio dice?! Grazie signorina, la prossima volta però preferirei pagare di meno la benzina invece di ricevere in “omaggio” i cioccolatini che ha vinto ieri alle giostre!”.
H 19.19 Ripartenza
Anche qui, nonostante la chiacchierata con la signorina ripartiamo a tempo di record con il miraggio dei pochi km che ormai ci separano dalla meta!
H 19.50 Nijmegen! Km 1279
Non ci possiamo credere, siamo finalmente arrivati in città!!! Il viaggio è praticamente finto!
N.B. Se venite in Olanda non superate i 50 in città! Devo essermi fermato a qualcosa come una trentina di semafori rossi!
H 20.10 Cecile’s Room
Accompagnamo la francesina a casa, la aiutiamo da buoni cavalieri a svuotare la macchina e a portare su in camera la roba. Faccio per darle una bottiglia di spumante che ha lasciato in macchina e mi dice: “No, questa è per voi”…e io “Nooo…” e lei: “Sii…” e io “Nooooo”…insomma, è andata avanti un po’. Ma i miei non erano complimenti! La bottiglia la accettavo volentieri ma il no era come dire: “No! Non puoi farci questo! Non penserai di aver pagato il viaggio con una bottiglia di vino delle giostre!!!”. Alla fine la prendiamo. La aiutiamo a portare su le sue cose e quando ce ne stiamo per andare ci chiede quanto ci deve. Ahah…ha inteso il mio No! Oppure stranamente ero io in malafede e pensavo male di lei (non ero il solo)!
H 20.17 Ripartenza
Finalmente si riparte, questa volta facendo molta attenzione a stare ben al di sotto dei 50 km/h. Le strade non sembrano nemmeno le stesse percorse in macchina (quando uno è abituato ad andare in bici) e arriviamo a casa in men che non si dica!
H 20.31 ARRIVO! - Km1294
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11.10.06
Posted in Avvenimenti at 14:20 di davide.pignone
Per una più agevole lettura da parte dei miei affezionatissimi lettori molti dei seguenti dialoghi, originariamente svolti nel babbuinico inglese sono stati tradotti in Italiano.
Il fatto di raccontare un avvenimento caldo (o fresco di giornata, come preferite) ha fatto passare in secondo piano la correttezza del mio già poco fluido italiano. Dunque mi scuso già da ora per la mia zoppicante sintassi.
Perfetto, sveglia alle 7 e mezza, colazione e Simpson nel frattempo, guardo di avere tutto: calcolatrice, astuccio, libro, fogli, fogliettini. Pronti!
Si va all’esame pronti come non mai. Un libro di 850 pagine in inglese in 3 giorni…non è vero, o meglio: abbiamo lavorato sodo anche durante le lezioni, il professore infatti voleva che arrivassimo preparati alla lezione successiva avendo già letto il capitolo di cui voleva parlare e in più ci dava una montagna di paper da fare a casa che ci correggeva ai tutorati. Alla fine dei conti pero, il tempo effettivo di preparazione prima dell’esame, per riguardare i capitoli, fissare nella testa quella trentina di formule e riguardare i lavori fatti a casa, è stato di soli 3 giorni!!!1 Niente, avanti…
Si arriva nel sito dell’esame e, naturalmente, non è un’aula dell’università ma addirittura una sala conferenze nel centro della città (il professore ha messo, sulla blackboard2, il nome della strada e il sito del TuttoCittà Olandese per trovare l’aula dell’esame! Lo so che non ci credete ma è così…mi sembrava la caccia al tesoro!). Arriviamo, entriamo, diciamo alla tipa all’ingresso che non siamo registrati all’esame (le iscrizioni chiudevano quasi una settimana prima!), ci segna su un foglietto e via…andiamo a sederci.
Consegna dei fogli, si parte. “Vi ricordo che gli studenti che sono in quest’aula per fare l’esame devono essere quelli iscritti al primo anno”. Ok… “Penso che la maggior parte di voi sia nel posto giusto”…”Anzi, penso che tutti voi siate nel posto giusto”. Passano 10 minuti…”Chi mi ha consegnato il dizionario 3 giorni fa per farlo controllare alzi la mano”…nel frattempo tu provi a iniziare il compito con la mano alzata. 10 minuti dopo, quando ti sta per prendere un crampo al braccio arriva il prof e dice “Mister Pignona, ecco il suo dizionario”. Eh,eh…finalmente!
Mah, chissà, ora forse riesco a iniziare l’esame senza intoppi…E così sembra.
Passano 15 minuti, arriva il prof dal tipo olandese che ho di fianco e gli dice: “Guarda che questo tipo di calcolatrice non è consentita, se mi avessi ascoltato mentre parlavo a lezione ora ne avresti una scientifica normale e non una che fa anche i grafici”, poi si rivolge alla classe e fa “Gliela sequestro perché se no chiunque di voi mi potrebbe dire: ehi, perché a lui si e a me no?”…quando palesemente alla classe non interessava minimamente quello che facevano gli altri, ce n’era abbastanza se pensavi a quello che dovevi fare te!!! A quel punto il ragazzo pienamente in buona fede fa: “Mi dispiace, davvero, provi a controllare, non ho formule memorizzate dentro la calcolatrice, non ho intenzione di rubare niente a nessuno, per favore…” e il prof “A me non interessa, l’ho scritto anche sulla blackboard, questo tipo di calcolatrice non è consentito” e poi di nuovo alla classe “Se gliela lascio usare a lui uno di voi potrebbe venire da me e dirmi: perché a lui si e a me no?” quando, ancora una volta alla classe non fregava niente. Fatto sta che gliela porta via. Il ragazzo, smarrito, prova a chiedere sottovoce per non disturbare nessuno, come se si vergognasse “Scusate, qualcuno ha una calcolatrice in più da prestarmi?”…niente. E intanto tu pensi: “povero cristo…a me è già successo e il professore, in Italia, mi ha dato la sua calcolatrice senza fare troppe storie quando io stavo usando il telefonino per fare i conti di Finanza Aziendale…” (molto probabilmente gli facevo pena). Bhe, riesci a riprendere la concentrazione quando senti un rumore non troppo familiare e ti giri. Il tipo della calcolatrice giace sulla sua sedia a capo riverso! Oh, merda…e ora? Non sai se fare l’eroe, alzarti e andare a dargli due schiaffi o rimanere seduto e vedere come si evolve la situazione. Io sono rimasto inchiodato alla sedia in un misto tra stupore e sconcerto (era una sensazione strana): mi sa che un po’ soffro di empatia3… Il fatto che con dei mugolii strani la gente inizia a chiamare gli assistenti che iniziano a raccogliersi intorno al cadavere…lo guardano, lo riguardano e nessuno muove un dito, forse aspettando che il Signore se lo prenda, non so…provano a chiedergli se sta bene. Se sta bene? Ma cosa avete nella testa tra tutti? Segatura? E’ palese che non sta bene, altrimenti forse riuscirebbe a rispondervi, non sarebbe bianco come uno straccio e non avrebbe la testa a penzoloni!!! Arriva il professore, gli da un paio di schiaffi e il poveretto si riprende un attimo (sospiro di sollievo), non risponde nemmeno al prof e poggia la testa sul banco per provare a vedere se dormendo gli passa…a quel punto, il demonio si trasforma in angioletto e con la faccia da culo più grande che si sia mai vista dice “Dai, ti vado a prendere la calcolatrice e ti do un po’ più di tempo extra alla fine dell’esame”…e cosa gliene frega adesso a lui? Si sta cercando di riprendere, non capisce ancora niente, e tu provi a rimediare a tutta la menata che gli hai attaccato prima? Adesso?! Non sarebbe meglio chiamare qualcuno che ce ne capisce un po, per esempio un medico? Nel frattempo arriva un’altra assistente (sono tantissimi) con un bicchierino d’acqua e una ciotola minuscola per sboccare. Ancora: secondo te uno come fa a sboccare lì dentro? Si concentra, prende la mira e…sbocca tutto intorno meno che nella ciotola? Bho, niente, non lo vogliono proprio capire…
Alla fine il poveretto riesce, barcollando, ad alzarsi e capisce da solo quello che gli assistenti, oltretutto, non riuscivano a capire! Prende e va in un’altra stanzetta capendo che tutti stanno guardando lui e non il compito.
Passata questa si prova a ripartire con qualche problemino ancora di concentrazione dovuto al fatto appena accaduto…andiamo avanti con l’esercizio che non mi veniva…
“Mancano 54 minuti alla fine”…e adesso, cos’è? Adesso si mettono a fare anche il conto alla rovescia? Bhe, dai, manca un’ora, non mi interrompere che l’orologio ce l’ho anch’io!!!
“Mancano 30 minuti alla fine”…bene
“Mancano 10 minuti alla fine”…merda e quanto mi manca?
“Per favore, controllate di aver messo il nome su tutti i fogli perché alla fine non vi sarà più possibile scrivere alcunché, pena l’annullamento dell’esame”…ecco l’altra cosa che mancava! Ma quanti fogli sono? Uff…10 fogli ognuno con Nome Cognome e numero di matricola!!!
“Mancano 5 minuti”…eccolo!!!
“Fine, posate le penne sul banco, non vi è più permesso scrivere”…
Ok, applico anche qui la “Teoria del Tuffo”© e dico…bene: ho perso 2 mesi e mezzo dietro a quest’esame di merda e non penso nemmeno di essere riuscito a completarne metà!!! Voglio dire, le competenze ci sono, la conoscenza c’è ma come fai a fare un esame già incasinato in italiano (e lungo da morire), in inglese, e in più con tutte queste menate durante le tre ore? Niente scuse, l’esame è finito…ok, andata, niente…
Vado per prendermi il tesserino universitario che la tipa mi aveva molto simpaticamente preso prima, durante l’esame facendomi mille storie perché non ero iscritto, mentre io pensavo “quand’è che mi molla questa e mi lascia fare st’esercizio di merda che non mi viene?”. Mille storie per capire cosa ne hanno fatto del tuo tesserino e ti dicono: “Devi andare dalla tipa che te lo ha preso”. Tu gentilmente gli chiedi: “Ci può ridare il tesserino universitario?”. E lei: “No, mi dispiace, dovete andare alla vostra segreteria di facoltà oggi pomeriggio per riprenderlo”. “COSA?”. “Si, questa è la regola, ormai i vostri tesserini sono nella “Box” e oggi dovete andare in segreteria per riprenderli”. Non ci credo!!! Ancora a bocca aperta, pensando a quanto è stronza la gente qui vado, insieme ad Alessandro (l’altro ragazzo italiano con cui ho preparato l’esame) a vedere cosa si può fare per questi tesserini…
Niente, non c’è niente da fare per adesso, alla fine della favola toccherà andare in segreteria universitaria settimana prossima (ormai è tardi) e ritirarli, pagando la bellezza di 25 euri di multa per non essersi iscritti all’esame!
AAAAHHHHHHHHHHHHHHH!!! Bastardi tutti! Settimana prossima vado in segreteria e se non me lo danno indietro gratis gli do fuoco al desk (per dirla in inglese)!!!
E poi il professore mi viene a parlare di problem solving!!!Ma vaccagare te e il tuo “Operation managment”!!!
1- Il fatto è che qui, quando finiscono le lezioni, non hai nemmeno una o due settimane per preparare l’esame a casa. Pronti via: se la sai bene se no sono affari tuoi. Non importa niente a loro se hai 5 lezioni da seguire insieme: ognuno ragiona come se la propria materia fosse l’unica che conta. Ebbene sì!!!
2- La BLACKBOARD: Sorta di lavagna elettronica.
Il professore, che tiene regolarmente contatti con gli studenti, compila periodicamente una specie di blog bene organizzato della sua materia (fornito dall’università) dove mette i compiti da fare, le slides fatte a lezione, alcuni documenti importanti, gli avvisi. Bhe, fin qui sembrerebbe tutto ben organizzato. Ta-da!!! Finchè? Una bella mattina della seconda settimana a Njimegen ti svegli ancora con gli occhi pieni di sonno, parti con la tua biciclettina per farti quei 7 km che ti separano dall’università, arrivi a lezione anche un po’ in ritardo e naturalmente tutto sudato e cosa trovi? L’aula vuota…gli studenti puntuali se ne sono già andati tutti e tu ti guardi intorno smarrito. “Cosa succede? Dov’è il professore? Ma non c’è lezione?” chiedi ad uno studente dutch (olandese) che pensavi seguisse il corso con te (naturalmente biascicando nel tuo ex-inglese stentato). Lui naturalmente ti dice: “Non so, non seguo questo corso”. Eccolo, arriva l’assistente…vai: “Excuse me, there is no lesson today?” e lui:”No, I’m sorry but I put it on the blackboard this morning!”. Questa mattina? Questa mattina? Ma sei scemo? E io secondo te leggo la blackboard prima di venire in università alle 9? Ma dove ce l’hai la zucca?…alla fine torno a casa e scopro che l’avviso lo aveva messo 10 minuti prima che iniziasse la lezione! Ma brutto scemo, se parto 40 minuti prima da casa per arrivare in tempo, come pensi che abbia il tempo di leggere quello schifo di lavagna elettronica?
Bene, questa è una delle tante. Non vi sto a raccontare le altre perché sarebbe troppo lunga! In ogni caso loro ti dicono: “Bhe, io sulla blackboard l’ho messo, se non l’hai visto sono affari tuoi”. Beene!
3- Lo so che forse non è normale “soffrire di empatia”. L’empatia non è una malattia ma bensì, per chi non lo sapesse, come dice la mitica wikipedia, “un modo di comprendere cosa un’altra persona sta provando”. Per chi volesse approfondire: http://it.wikipedia.org/wiki/Empatia
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11.04.06
Posted in Memoranda... at 05:51 di davide.pignone
“Imagination is more important than knowledge. For knowledge is limited to all we now know and understand, while imagination embraces the entire world, and all there ever will be to know and understand.” – Albert Einstein
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11.03.06
Posted in Avvenimenti at 21:46 di davide.pignone
La fine dell’arcobaleno1…una leggenda che conosciamo fin da quando eravamo bambini. Chi non ha mai sognato il pentolone pieno di monete d’oro che i folletti nascondono alla fine di questo straordinario ed affascinante incanto di luce?
Due premesse innanzitutto:
- non mi piace sfatare i miti (sono un romanticone) e l’intento di questo articolo non vuole essere questo, solo che il fatto era tanto speciale e bello che non posso non raccontarvelo!
- L’Olanda, o meglio, i Paesi Bassi, hanno sostanzialmente un clima molto variabile.
Ora vi posso raccontare. Ieri, tornando dall’università ho scansato la pioggia per un pelo, nonostante tra le nuvole si scorgesse un sole esagerato!
Poso la bici nel parcheggio coperto e mi incammino verso casa…nel frattempo butto un occhio al cielo e vedo l’arcobaleno. Uno? No, sembrano due…si, ma non finiscono, sono a pezzi e spariscono dietro le nuvole…bhe, niente: una volta come tante. Salgo in casa, non faccio a tempo a chiudermi dietro la porta che inizia a venire giù qualche goccia: “Uff, bella lì, appena in tempo” (sono solo a casa ma esprimo i miei pensieri ad alta voce ugualmente). Vado in salotto e mi fermo a guardare ancora l’arcobaleno: bello, ora si sta completando…davanti alle nuvole sullo sfondo, prima uno e poi piano piano anche l’altro sopra. I colori iniziano a definirsi di più ed ecco, ecco…rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto…wow! La pioggia inizia a scrosciare più forte e…oh…oh…oooohh!! Cosa succede? Mi si sposta l’arcobaleno davanti agli occhi!!! Prima penso che sia una qualche illusione ottica e provo a riguardare meglio…scatto una foto, due, tre…niente! Il risultato è quello, non sono scemo, la fine dell’arcobaleno si sta avvicinando! Prima a 200 metri di distanza, poi 100, poi 50 e poi, quando la pioggia veniva come le mele ho visto la fine dell’arcobaleno lì, a una quindicina di metri da me…foto, foto, video, video…niente. Scatto mille foto ma come si fa a ad imprimere una cosa del genere? Bhe, l’effetto si vede ma lo stupore e la gioia improvvisa che ho sentito dentro a vedere una cosa del genere sono inspiegabili!!! Lo so, forse non è tanto per voi, effettivamente è una piccola cosa, ma io ero comunque contento come un bambino!
Bellissimo, davvero…
P.S. Ho guardato attentamente ma nè pentole nè folletti erano nelle vicinanze…voglio immaginare che fossero invisibili e che se fossi sceso sotto la pioggia scrosciante sotto l’arcobaleno ci sarei comunque potuto inciampare…
1 - Su Wikipedia alla voce “arcobaleno”, oltre a trovare una definizione scientifica dell’effetto ottico, troviamo una serie di interpretazioni dell’arcobaleno a seconda delle diverse religioni e questa di seguito è quella che si riferisce al magico pentolone: “Il nascondiglio segreto del folletto (leprechaun) Irlandese col suo pentolone pieno d’oro è generalmente alla fine di un arcobaleno” (http://it.wikipedia.org/wiki/Arcobaleno).
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09.25.06
Posted in Memoranda... at 18:18 di davide.pignone
…”Mi balenò in mente il pensiero che dietro ogni copertina si celasse un universo da esplorare e che, fuori di lì, la gente sprecasse il tempo ascoltando partite di calcio e sceneggiati alla radio, paga della propria mediocrità”…
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09.11.06
Posted in Riflessioni... at 04:09 di davide.pignone
Avete mai provato a tuffarvi dall’alto? L’altezza è relativa…vi spiego, per me un tuffo alto sono 10/15 metri di salto, e non è poi nemmeno tanto. Per una ragazza un tuffo alto potrebbe essere chessò, 5 metri? Bhe, prendete un tuffo di quelli che quando sei su guardi in basso e ti assalgono mille pensieri: Ce la farò? Mi faranno male i piedi quando atterro? Riuscirò ad atterrare dritto? E se atterro storto? Non è che mi vengono a raccogliere con il cucchiaino? Forza, mi guarda qualcuno? Se non ho un po’ di pubblico come faccio poi a bullarmi di averlo fatto da così in alto? Pronti, ora…e cazzo! No, no, no…troppo alto. Dai ancora un’occhiata giù e pensi al brivido che partendo dal culo ti prenderà tutta la schiena paralizzandoti mentre salti. Riproviamo…al tre salto: 1…2……3! Ancora niente? Niente…hai guardato giù per troppo tempo…troppe seghe mentali!
Vuoi sapere come si fa? Non è facile, ci vuole molta incoscienza, nel senso vero del termine: arrivi su, dai un’occhiata sotto per prendere le misure e azzeri tutto, non devi pensare a niente se non a quel fantastico brivido della caduta libera che ti percorre tutta la schiena. A niente, a niente…non devi nemmeno pensare a fare un respirone, prendi e ti butti! Non è facile da spiegare, in fin dei conti come fai a spiegare alla gente che hai meno paura a fare una capriola all’indietro da 8 metri piuttosto che un tuffo di testa?
Personalmente ho raggiunto una mia conclusione. Trasferendo questa mia “esperienzona” in altro campo.
Io sono sempre stato un gran cagone con le ragazze. Davvero, dev’essere stato un trauma infantile…magari poi ve lo racconto.
Bhe, immaginatevi la scena: mille volte capita di rimanere soli con una ragazza con cui ci si vuole provare…le volte che ci provo? Una…si, una su mille. Ragazzi se andasse male anche quell’una mi dovrei davvero sparare! Non c’è niente da fare, sei lì, dopo un film insieme, dopo una bella serata davanti al portone, la stai accompagnando a casa in macchina, stai facendo una passeggiata romantica ed ecco che quando potrebbe presentarsi il momento opportuno ti fai 1000 seghe mentali. Ci starà? Non ho voglia di prendere due di picche… Però prima mi sembrava che un accenno l’avesse fatto…e poi mi sembra molto propositiva…ma tipo se le prendo la mano o la bacio e mi guarda male? La bacio di nuovo? No, no…Non è che per caso ci sono troppo amico e ho paura di rovinare il rapporto? Ma vai a cagare, la conosci da due giorni…E allora? Dai che è il momento giusto! Eeeeee…ma magari mi vuole conoscere ancora…Bene, il momento giusto è passato, lei sta entrando nel portone, sta scendendo dalla macchina o se ne sta andando dopo che tu invece di puntare dritto alle labbra hai preferito darle due inutili baci sulle guance. Inutili? Si, inutili, perchè per te non significano niente…li hai dati sovrapensiero, pensando fino all’ultimo che glieli avresti potuti dare in bocca. Per lei magari significano: pensa che babbo questo…dopo una serata così non mi da nemmeno un bacio serio. E vai…riparono i tuoi criceti a folle velocità…
Ora il punto è: dove applico la teoria del tuffo (azzeramento del pensiero e delle mille seghe mentali)? Prima di baciarla o dopo averla baciata? Vi starete chiedendo: “Che cavolo di domanda è questa?” Certo è che bisogna applicarla prima del bacio, così che la baci e scorre tutto liscio…ok, ok: la risposta è quella giusta ma anche lì non è così facile. Sinceramente le prime volte la applicavo inconsciamente dopo ma con un gran sollievo, vi assicuro: ripartivo in macchina o a piedi ridendo come un coglione, pensando che anche questa volta non avevo avuto il coraggio e chiedendomi quanto sarebbe dovuta continuare questa codardaggine.
Un giorno dico: via, sta sera la tecnica si prova prima…pensi solo a stare bene tutta la serata, ti diverti, ridi, scherzi, fai il serio ogni tanto e quando arriva il momento giusto azzeri tutto e ti butti! Anche qui ci vuole una bella incoscienza!!! Pensa se azzeri troppo e sbagli momento, non è bello…bhe, insomma, il succo non è se una volta riesci o meno, il fatto è che non ti devi fare tutte queste seghe mentali!
Se pensi troppo non ti butti più…
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08.28.06
Posted in Avvenimenti at 07:25 di davide.pignone
Il nome preciso dovrebbe essere Technival…immagino come molti di voi la pensino sull’argomento (forse qualcuno non ne ha nemmeno sentito parlare!).
…ma partiamo dall’inizio!
Lunedì 14 pomeriggio, all’areoporto di Praga, tornando dai Mondiali Universitari a Trakai in Lituania (dove ho fatto 5°) un mio amico (più precisamente il mio socio in affari), Paolino, mi scrive un msg: “Non farti venire a prendere, vengo io che ti porto ad un rave pauroso a pavia”. Io accetto di buon grado:
A) perchè non essendo mai stato ad un rave ero mooolto curioso (non si sa mai che uno ne la vita ne voglia organizzare uno);
B) perchè la voglia di fare casino e divertirsi è sempre in agguato!!!
Fatto sta che mi viene a prendere la sera alle 21 e mi dice: “Ce l’hai il computer? L’i-pod? Qualcosa che sia musica?”. E io “Perchè?”. “Bhe, dobbiamo andare a provare l’impianto!!!”
Fatto sta che il mio socio è quello con il quale sono comproprietario del fantastico vw t2 del ‘73 (il pulmino dei surfisti per intenderci). Lui ha anche numerosi pezzi provenienti dal fallimento di radio one o one (tipo casse da discoteca da 300 watt rms l’una, amplificatori esagerati, mixer 28 canali…ecc.). Ha comprato per l’occasione un generatore da 800 watt circa (da pochi soldi al bennet) e mi ha informato all’ultimo momento che saremmo andati nel mezzo di un casino infernale (del quale continuano a parlare i telegiornali) con migliaia e migliaia di persone (tipo 15000 anime)…
Insomma, arriviamo in zona e incominciamo a vedere fiumi di gente che, lasciata la macchina per strada (anche a uno-due km dal centro del casino), si incamminava verso la meta. Noi, noncuranti del casino e della gente dalle facce poco raccomandabili continuiamo ad avanzare a bordo del pulmino verso il centro…avanzavamo a fatica in una giungla sempre più impenetrabile di macchine, pulmini, furgoni, camion, pullman anni ‘70 svuotati e riempiti di materassi…tutto per arrivare fino ad una piazzola (sembrava di dover cercare una piazzola libera in un mega camping dal quale non sai se riuscirai ancora ad uscire)…insomma, trovata la piazzola parcheggiamo e andiamo in avanscoperta per sapere cosa ci attende. La nostra preoccupazione era soprattutto quella di non riuscire a competere con la musica…ed effetivamente non ci sbagliavamo. Entrati nel cuore del rave ci troviamo subito di fronte ad un muro…non ci volevo credere: un muro di casse…ragazzi, un muro alto 6 metri e largo 20 tutto fatto di casse…non ci potevo credere!!! Lo aggiriamo e ci troviamo davanti ad una scena che io pensavo che in tutta la mia vita avrei potuto vedere solo in un film. Avete presente i film orror pieni zeppi di zombie? Ecco, ora immaginatevi tutti quegli zombie che cercano di entrare dentro un palazzo dove dentro ci sono ancora dei supertiti da cannibalizzare…ecco, la scena che ci si presentava era proprio questa: file (anche ben ordinate a voler vedere) di persone in palese stato di trance che ballavano – anche se forse questa non è la parola giusta –, che si dondolavano (molto meglio) in adorazione delle casse, sguardo fisso verso il muro…la cosa che sinceramente mi faceva ammazzare dalle risate è che quelli della prima fila (quelli più vicini alle casse) infilavano la testa dentro i buchi delle casse (per intenderci quelli di sfogo dei subwoofer) e si dondolavano sui piedi…ragazzi, non ci volevo credere!!! Io pensavo che questo fosse il clou della serata: visto questo, visto tutto ho detto…e invece facendo pochi passi ancora trovi un’altro muro, e un altro…una valanga di piste da ballo che coprivano un’area che sinceramente non saprei quantificare ma vi assicuro che era molto ma molto vasta!! Muri piccoli, muri grandi, qualche cassa sparsa, tende da campeggio, camion e roulotte in mezzo…luci stroboscopiche che ti allucinavano anche senza aver mangiato o bevuto o fumato niente, falò grandi, piccoli, banchetti che vendevano lattine di birra, che vendevano fumo ed altra roba, banchetti di vestiti (si, c’erano anche un paio di quelli), giocolieri, fattoni, rastoni, punk a bestia, gente strana, curiosi, gonfioni, finocchi, punk, gente normale e chi più ne ha più ne metta…tutti meno la polizia!!! E allora c’era gente che ti fermava chiedendo se volevi lsd, pasticche, questo, quel’altro, acidi, basi…e anche qui chi più ne ha più ne metta!! Fatto sta che eccitati dal casino torniamo al nostro pulmino desiderosi di fare almeno una prova dell’impianto prima di andare via…
Incomiciamo per scherzo, proviamo…tiramo giù le casse dal pulmino le colleghiamo, collegiamo l’ipod, accendiamo e tutto funziona, alziamo il volume e qualcuno inizia a guardarci incuriosito…ecco che allora accendiamo un bel fuoco nel piazzaletto davanti a noi. Incomincia ad arrivare gente forse più incuriositi che desiderosi di fermarsi a ballare da noi. Li si poteva anche capire: vanno lì per sentire della gran techno sparata a migliaia di watt e all’ingresso si trovano un pulmino di gente sobria che mette musica commerciale, disco anni ‘80/’90, my sharona, ska e raggae!!! Insomma, alla fine della favola, con un I-pod da 4 gb di musica da ascoltare tutti i giorni siamo riusciti a tenere in ballo una trentina di persone costantemente di media (più di tanto posto non c’era) a ballare e divertirsi intorno al fuoco. La cosa più bella era che tutti quelli che stavano da noi anche se poi andavano via ti passavano a salutare, ti dicevano che erano stati bene in un ambiente così caldo ed accogliente e che eravamo dei grandi. A quel punto iniziavano a regalarti qualsiasi cosa, anche se spesso il buon senso ti consigliava di ringraziarli e dire loro che magari era meglio di no… Era una specie di controfesta…dove tutto era assuefazione e distacco è stato bello vedere la gente che si divertiva e ballava insieme anche senza conoscersi: tutti amici!!! Gente che normalmente per strada ti mette paura solo a guardarla in faccia oppure suscita disgusto e disapprovazione perchè distrutta dalla droga o chissà, lì da noi rivelava un altra faccia, una faccia che forse normalmente tiene nascosta perchè incattivita dalla gente che è sempre pronta a giudicare senza conoscere. E’ difficilissimo fare della morale a questo punto come è altrettanto facile sparare a zero sulla gente a priori…
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