Brazil
Mercoledì Novembre 30th 2005, 17:17
Archiviato in: Cinema

Lunedì sera ho visto Brazil, film del 1984 per la sceneggiatura e la regia dell’ex Monthy Piton Terry Gilliam. In realtà l’avevo già visto su istigazione di un mio amico un sacco di tempo fa ad un orario improponibile [(diciamo 3 di notte, metà liceo… era l’estate che un tizio giapponese aveva vinto Cannes (o forse era Venezia?)], ma, da quanto ho potuto constatare lunedì sera, non mi ricordavo praticamente un cazzo, a parte la trama in maniera sommaria, il finale (l’essenziale per sputtanarsi un film…) ed il fatto che fosse una pellicola geniale.

La storia si svolge, come indicato nella prima scena, “somewhere in the XX century”, e racconta di una società dai contorni vagamente futuristici ma fortemente legata alla contemporaneità, strutturata in maniera molto simile a quella di 1984, dove è presente ad esempio il ministero dell’Informazione, che in realtà diffonde menzogne, al cui interno risiede il settore “recupero informazioni”, dove sospetti sovversivi sono torturati a morte. Rispetto a 1984 non c’è un “grande fratello” di riferimento, ma la vita si perde in una burocrazia ed organizzazione del lavoro di matrice fortemente kafkiana, con insistenti tocchi grotteschi e di humour nero (nerissimo).

Il protagonista è Sam Lawry (Jonathan Pryce), un anonimo impiegato ministeriale senza grandi ambizioni o aspettative con una madre ossessionata dalle plastiche facciali che lo vuole far avanzare di posizione grazie alle sue conoscenze altolocate. L’esistenza di Sam scorre su due binari: di giorno, ineccepibile impiegato indispensabile per il suo ipocondriaco capo settore, di notte, nei sui sogni, eroe alato che salva una ragazza dalle sembianze angeliche a lui sconosciuta . Rifiutata una promozione al settore “recupero informazioni”, la sua vita cambia improvvisamente dopo l’incontro con un tecnico del condizionamento ambientale sovversivo (Robert De Niro) e l’individuazione della donna dei suoi sogni come una camionista (Katherine Helmond), anch’essa segnalata come sovversiva…

Il film è contraddistinto da varie scene oniriche che spezzano l’atmosfera prevalentemente cupa e che dividono il mondo in ciò che il “sistema” può controllare e ciò che invece rimane comunque libero. Ci sono miliardi di spunti e citazioni in questo film, vero e proprio apologo contro le dittature (soprattutto quelle più subdole) che lo rendono incredibilmente attuale ancora ai giorni nostri (incredibile l’intervista sul terrorismo di inizio film ad un ministro… sembrava di sentire Bush…). Interessante, ad esempio (anche se abbastanza un pugno nello stomaco), una possibile riflessione su “l’inutilità dell’eroe”, tema abbastanza estraneo al cinema, diciamo, “impegnato”.

Veramente una chicca. Guardatevelo (magari quando avete un po’ di tempo e siete di buon umore… è bellissimo ma non proprio da popcorn e birrozza…).


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Come diventare buoni…
Lunedì Novembre 28th 2005, 15:33
Archiviato in: Politica ed informazione

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Pochi giorni fa Sharon si è dimesso da capo del suo partito, il Likud, perché non otteneva da questo l’appoggio necessario alla sua “nuova” politica di (molto parziale) abbandono delle colonie. Tutto ciò ha causato una grossa crisi di governo che porta dritta alle elezioni anticipate. Adesso, dicendo che il paese è con lui e per ottenere la maggioranza necessaria all’attuazione della sua politica, fonderà il “partito della pace”. Quest’uomo è “diventato buono”? Nonostante ciò che possano dire in coro Fassino e Fede, no.

Sharon non è diventato una colomba ma, da falco particolarmente astuto, ha capito che, per poter acquisire credito nelle tribune internazionali, avrebbe dovuto farsi passare da colomba.

Tanto per non perdere la memoria elenchiamo due o tre cosette che portano la sua firma:

1. Massacro di Sabra e Chatila (1982)
2. Causa dell’inizio della seconda Intifada (settembre 2000) presentandosi in maniera provocatoria sulla spianata delle moschee in periodo pre elettorale (infatti fu votato)
3. Costruzione del muro di protezione dal terrorismo per lo stato di Israele (con risoluzione Onu che lo proibisce tassativamente) su territorio palestinese

Tutto il mondo ha applaudito il fatto che Sharon abbia mandato l’esercito israeliano a sgomberare i coloni, sottolineando la fermezza con cui lo stesso premier ha “imposto” la manovra in parlamento, e quindi la reale volontà dello stesso di “lavorare per la pace” nonostante dalla parte palestinese non ci fosse impegno in quel senso.

Cazzate. Enormi, gigantesche, cazzate propagandistiche.

Nel 1967 lo stato di Israele ha occupato militarmente, rubandoli, territori palestinesi, mai restituiti. Per far posto ai coloni (il cui status garantiva loro ingenti finanziamenti dallo stato) sono stati cacciati dai “nuovi” territori israeliani i legittimi proprietari palestinesi e spediti in campi profughi i quali non è difficile pensare risultino enormi bacini di sentimenti anti-israeliani facilmente manipolabili da estremisti islamici.

Che cosa direste se qualcuno entrasse in casa vostra e vi sbattesse a calci in culo in cantina? Potreste rivolgervi alla polizia, vero? Ma la polizia in questione (l’Onu, o comunque la comunità internazionale) si gira dall’altra parte. E se dopo più di trent’anni di umiliazioni e discriminazioni, nei quali alcuni membri della vostra famiglia hanno anche provato a ribellarsi in maniera violenta, chi vi ha espropriato la casa vi dicesse: “Ok, ora puoi usare lo scopino del cesso”, non vi sentireste ancora più umiliati? Aggiungete il fastidioso coro della polizia che dice “Ma come sono generosi questi nuovi inquilini!”.

Quello che è successo qualche mese fa in Palestina è stato esattamente questo. E’ stata riconsegnata, facendo in modo che fosse dato adeguato fiato ai tromboni mediatici, una parte ridicola dei territori palestinesi esclusivamente perché, in questo modo, sarebbero scomparse tutte le critiche alla politica dello stato di Israele da parte di quell’universo “moderato” che, troppo impegnato a trovare parole adeguate per apparire “responsabile e pronto per il buon governo del paese”, ha dimenticato parole essenziali come giustizia, libertà e dignità.

Se vi interessa l’argomento Palestina in genere trovate molto materiale sulle sezioni apposite sia di Indymedia che di Peacelink, per citare due siti che consulto spesso. In realtà basta cercare e le cose si trovano ovunque.


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Happy birthday to me!
Venerdì Novembre 25th 2005, 15:17
Archiviato in: Delirii di un bloghista alle prime armi

Oggi compio 25 anni. Questo numero mi fa un certo effetto. Sarà perché è “cifra tonda”. Ok, la differenza che c’è con 24 o 26 anni è poca (attenzione, però! Ragionamenti di questo tipo portano dritti ai “paradossi di Zenone”…), però cazzo, è “un quarto di secolo”!

Va bene, forse la sto facendo un po’ troppo complicata e non vedo i lati positivi. Ad esempio posso votare per il senato (sempre che nel mentre non l’abbiano sostituito con una filiale dello studio di Previti… non si sa mai qua in Italia…). 25 è pure uno dei più bei numeri. Se la batte con 11 e 1980.

Facciamo che la pianto con i miei vaneggiamenti e vado a studiare, così magari finisco l’università è mi trovo un lavoro e magari tutto diventerà più chiaro…

Sulle note di “Heroes” (nella versione dei Quintorigo) vi saluto e… buon sciopero generale!




Bob Dylan Live 1975
Giovedì Novembre 24th 2005, 19:13
Archiviato in: Musica

Pochi giorni fa mio padre mi ha comprato un disco veramente eccezionale!

E’ un doppio CD che documenta i concerti di Bob Dylan nel 1975 con la Rolling Thunder Revue, un mega gruppo di oltre 10 persone sul palco. Il disco era uscito nel 2002 come “Bootleg series numero 5″, adesso è uscito con “l’Espresso” (o qualcosa del genere…)

Beh, non faccio altro che ascoltarlo… Bob Dylan era in un dei suoi tanti momenti di grazia, in questo caso in mezzo allo pubblicazione di due dischi fantastici: “Blood on the Tracks” e “Desire”. Il suono ha un sacco del folk-rock con il violino di Scarlet Rivera molto presente.

Bob Dylan ri-arrangia molti dei suoi pezzi, ma non in maniera traumatica, nel senso che la melodia è riconoscibile, anche se in veste del tutto cambiata (come nelle 3 canzoni iniziali, rifatte “rock” quando le originali erano “classiche canzoni” chitarra acustica ed armonica…).

Ci sono ben 6 pezzi di Desire, che all’epoca doveva essere ancora pubblicato. Rispetto alle verisoni del disco queste del live sono più “rock” con arrangiamenti più veloci (c’è “Hurricane” suonata incazzatissima… fantastica…).

Da menzionare come venivano oragnizzati i concerti. Affittavano una sala da concerti sotto falso nome e poi venedevano i bilglietti nei campus universitari… Pazzie da Bob Dylan…

Ah, in 4 pezzi c’è anche Joan Baez!

Ascoltatelo perchè è proprio bello!


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Piccoli cambiamenti…
Giovedì Novembre 24th 2005, 01:19
Archiviato in: Delirii di un bloghista alle prime armi

Qua, non sembra, ma è tutto un continuo labor limae…

Ho aggiunto un po’ di links, corretto due o tre cosette e cercato di spargere qua e là delle chicche… ma le migliori sono a venire… ho due ideuzze carine… speriamo fattibili…

Aggiornamenti seri arriveranno a brevissimo (datemi il tempo di scrivere qualcosa di organico!)

Ringraziando quelli che sono passati in questi giorni, colgo l’occasione per salutare quelli che lo faranno in futuro (cazzo, sbrigatevi! Non sapete cosa vi state perdendo!)

Stay tuned



Cisco e MCR
Lunedì Novembre 21st 2005, 02:16
Archiviato in: Musica

Scusate ma sono parecchio intristito…

Cisco (il cantante) ha abbandonato i Modena City Ramblers, il mio gruppo preferito in assoluto…
Da quanto scritto sul sito ufficilale dei MCR pare che sia stanco di girare come una trottola… boh, speriamo che non abbia abbandonato per progetti solisti, visto che ho delle grossissime riserve sul suo valore musicale come singolo… cioè, intendiamoci, sembra un tipo tranquillo, non canta male, ma da lì a far musica buona un po’ ne passa… i MCR funzionano in quanto gruppo, speriamo che vadano avanti, anche se le defezioni dalla formazione originale incominciano ad essere tantine e l’abbandono del cantante (che è un po’ la “faccia” del gruppo, anche per loro che sono un gruppo fortemente egualitario) è sempre traumatico…

Chiudo con una considerazone auto ironica: Se si sciolgono tutto sommato sono durati 14 anni, che è un record per un gruppo “mio preferito”… dovete sapere che, generalmente, tutti i gruppi ai quali mi sono affezionato in maniera pesante si sono sciolti o hanno fatto delle schifezze tali che forse era meglio si sciogliessero… ho pensato anche di immolarmi per la salvezza del mondo incominciando ad ascoltare Britney Spears, ma non funziona al contrario… che palle…


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Prime notizie!
Lunedì Novembre 21st 2005, 01:58
Archiviato in: Cazzate senza ritegno

Cominciamo bene con una notiziona molto importante!
E’ con enorme gioia e commozione che ho l’onore di annunciarvi che il 31 febbraio 2006, presso la ridente località di Frassineto di Valbrevenna, si svolgeranno le prime olimpiadi mondiali di resistenza al vomito! Di più! Sono anche in grado di specificarvi quali saranno le tre pesantissime prove che i contendenti al titolo dovranno affrontare! Eccole nel dettaglio:

1. 2 ore di Socci in soliloquio su qualche suo argomento di dubbio interesse
2. 4 ore di Vespa “live” con grandi classici di “Porta a Porta” come “Cogne” e “Contratto con gli italiani”
3. 6 ore di conferenza sul tema “Pace e Giustizia” con Bush e Sharon come relatori

Saranno presenti tre equipe mediche ed una di psicologi per intervenire nei casi più gravi come, molto probabilmente, il tentato suicidio.
Colgo l’occasione per ricordare il simpatico gemellaggio che si è stabilito per l’occasione con Roma, dove si svolgeranno fisicamente e verranno registrate le 12 ore di conferenze necessarie per lo svolgimento delle nostre gare. Durante le registrazioni “live” sarà possibile assistere e partecipare quindi alle prime olimpiadi di “resistenza all’impulso alla sassaiola violenta”.
Le iscrizioni per le olimpiadi di Frassineto 2006 scadono il 15 dicembre 2005, quindi affrettatevi ed allenatevi!

In preparazione delle gare vi consiglio di visitare questo, questo, questo e soprattutto questo sito… attenzione che sono per stomaci forti…




Here we go!
Lunedì Novembre 21st 2005, 01:45
Archiviato in: Delirii di un bloghista alle prime armi

Hey gente! Qua è tutto pronto!

Ho cambiato il nome del blog! Non so se resterà per sempre lo stesso, ma per adesso è il migliore che mi è venuto in mente… mi sembra un giusto omaggio al bellissimo libro di Henrich Boll… ma con quei “!?” finali in più che secondo me dovrebbero in primo luogo salvarmi dall’accusa di plagio e poi dare un senso di “confusione” che mi piace molto.
La seconda scelta era “Nella mia ora di libertà” (un favolosa canzone di Dè Andrè) ma mi dava l’idea di troppa enfasi…

Nella pagina articoli non c’è ancora niente, così come manca la continuazione della mia presentazione… li metterò con calma, un po’ alla volta, così se vi va potrete leggere anche quel mio poco materiale vecchio che mi ritrovo…

Che altro aggiungere? Si parte!



Che casino!
Giovedì Novembre 17th 2005, 22:31
Archiviato in: Delirii di un bloghista alle prime armi

Uffff! Dopo meno di 24 ore dalla presa di possesso di questo blog incomincio ad avere le idee più chiare… anche se molte cose mi restano oscure… sto lavorando su un po’ di roba che centellinerò perchè poi non so più che cazzo scrivere… Le priorità per adesso rimangono il disclaimer (quasi finito) e la mia presentazione (Here I am, sempre che significhi qualcosa), oltre a trovare un nome del blog vero e scaricare qualche theme simpatico…

A presto!

PS: ma che cazzo sono i “pings”? vabbè per questo articolo li permetto…



Messaggio di benvenuto!
Giovedì Novembre 17th 2005, 01:23
Archiviato in: Delirii di un bloghista alle prime armi

Benvenuti nel mio blog!

Qua è tutto ancora tutto work in progress (molto “in progress”…) perdonatemi ed in qualche giorno sarà tutto a posto con le sue cartelle messe al posto giusto, i link…

Per adesso pazientate, ripassate spesso e… a sansuino!