Alfabeto
Quest’anno mia sorella è passata ad insegnare dalle scuole materne a quelle elementari (ed il prossimo anno – se la riforma Gelmini va in porto – direi che ad occhio e croce potrebbe essere disoccupata… ma se è fortunata viene licenziata prima da Brunetta). Visto questo nuovo impegno ho deciso di aiutarla in qualche modo. In una prima elementare, dove insegna adesso, ad inizio anno si impara l’alfabeto, utilizzando di solito delle lettere giganti (quelle con ad esempio una “A” ed il disegno di un albero, in modo da facilitare l’apprendimento). Gli oggetti rappresentati sono però di solito abbastanza banali e noiosi (albero, banco, libro…), così ho avuto l’idea di fare un alfabeto con termini aulici/ricercati, in modo da far acquisire ai bambini già dall’inizio del loro corso di studi una proprietà di linguaggio da fare invidia al celeberrimo Bartezzaghi. Quindi:
A come ANFITRIONE
B come BUGIGATTOLO
C come CATARSI
D come DETARTRASI
E come ERMENEUTICA
F come FLORILEGIO
G come GNOSEOLOGIA
H come HARA
I come ILOTA
L come LUDIBRIO
M come MAIEUTICA
N come NEUMA
O come ONTOLOGIA
P come PERIPATETICA
Q come QUINDENA
R come RIPATICA
S come SEMANTICA
T come TAUROMACHIA
U come UDOMETRO
V come VADIMONIO
Z come ZOROASTRISMO
Allora, che ne dite? Vinco o no il premio pedagogia dell’anno?
alfabeto, cazzate senza ritegno
Del più, del meno, del per, del diviso e delle radici quadrate
Il mondo dell’italica ricerca scientifica può incominciare a gioire ed a rallegrarsi, perché ha finalmente trovato il suo campione. Sabato sera, infatti, sono riuscito ad inventare il teletrasporto, anche se ancora in una versione non completamente soddisfacente per quel che riguarda i tempi di percorrenza. Se infatti è vero che – in barba ad ogni vetusta e reazionaria legge della continuità – sono riuscito a spostarmi da piazza Lavagna a casa mia senza passaggi intermedi (me ne ricorderei, no?), è parimenti fuori discussione che i tempi di teletrasporto – a me, in vero, ignoti – siano stati ampiamente diversi da zero. Colgo l’occasione per dedicare questa invenzione a Franco, la cui assenza – e la conseguente necessità di mantenere in auge le sue preziose lezioni – sono in buona sostanza alla base del raggiungimento di questa strabiliante scoperta scientifica (anche se, una certa bottiglia volante di cuba libre ha avuto un ruolo non secondario…).
Sempre parlando di ricerca scientifica, volevo comunicarvi che con gli altri degni e giusti membri dell’“Engineering Cambusa” abbiamo intenzione di acquistare in massa questo elegante ed esclusivo ritrovato della tecnica: il lanciarazzi usb (per il nerd che non deve chiedere, mai). Già non vedo l’ora di poter scrivere un articolo basato sui dati empirici delle svariate simulazioni che – per indefesso amore della scienza – ci toccherà fare…
Parliamo invece adesso di notizie. Ieri (lunedì 15) sera ho sentito un servizio (beh, ne facevano due al giorno…) del tg1 sulla vista del papa in Francia. A parte che è stata la dimostrazione che Lourdes (dove stava il papa in questi giorni) non “funziona” (perché il papa sembra ancora Palpatine di Guerre Stellari?), una cosa che mi ha molto colpito (positivamente) è stato questo discorso di Ratzinger. Il sunto è questo: voi ammalati che soffrite e provate dolore affidatevi a Maria. Beh, mai mi sarei aspettato che un reazionario della sua risma fosse favorevole all’uso terapeutico della marijuana…
Poco dopo, sempre sul tg1, hanno toccato il fondo dell’ignoranza. Infatti hanno semplicemente accennato – senza nemmeno un servizio – alla morte di Richard Wright, storico tastierista dei Pink Floyd, facendo seguire a questa notizia un dettagliato servizio sul nuovo programma di Raffaella Carrà. Fatemi capire. Morte di Richard Wright, nuovo programma della Carrà. “The great gig in the sky”, “Tuta-tuca”. Ma chi è quell’idiota e incompetente che ha fatto la scaletta del telegiornale?
Concludo con un’altra domanda incazzosa: perché open office mi apre il file dove scrivo i post per il blog ed invece word impazzisce?
cazzate senza ritegno, teletrasporto, lanciarazzi usb, nerdometro fuoriscala, papa, tg1, Righrd Wright, open office, word
Black holes and revelations?
Alla fine ce l’hanno fatta. Francamente non credevo che ci riuscissero, ma invece sono stato smentito. Umilmente, quindi, chiedo ufficialmente scusa alla nostra savia e lungimirante governance mondiale e mi inchino davanti alla brillante astuzia tramite la quale sono riusciti a risolvere – si badi bene, in un colpo solo – i seguenti problemi che da tempo immemore affiggevano il mondo:
- Sovrapopolazione
- Fame
- Distribuzione della ricchezza
- Guerre, genocidi et simila
- Collasso energetico
- Cambiamenti climatici
- Trovare parcheggio in centro
- L’imbarazzo di non sapere come declinare ad un invito per – ad esempio – il 20 settembre
- Possibili malanni dovuti all’aver ingerito un’insalata di riso preparata dieci giorni fa
Tutto questo, ovviamente, solo se questi esagitati, alla fine, avessero ragione (beh, visto quello che potrebbe succedere il 10 di settembre, il titolo dell’ultimo disco dei Muse ci sta proprio bene…). In tal caso, sarebbe indubbiamente l’ora di correre in banca ed aprire un mutuo esagerato (tranquilli, i soldi ve li incomincio a restituire… da ottobre!) e poi investire quei soldi in qualcosa che, almeno per questi ultimi giorni di vita della Terra, riesca a dare un vero senso a questo barlume di esistenza che ci rimane da vivere (io pensavo ad una petroliera di LSD da iniettarsi direttamente in vena, ma anche il nano pelato ed il suo branco di fascisti a lavorare in miniera potrebbe essere un’idea simpatica).
cazzate senza ritegno, fine del mondo, big bang