A volte serve così poco per sentirsi in pace con il mondo… una ghironda, un bouzouki, una fisarmonica, un banjo (poi chitarra elettrica) un contrabbasso ed una batteria… una melodia dolce e leggera che ti fa sembrare tutto così semplice ed a portata di mano…
Mi chiedo cosa si siano fumati in Vaticano. Roba pesante, moooolto pesante. Le ultime due uscite che hanno fatto (il rifiuto di firmare, presso l’Onu, sia la richiesta di depenalizzazione del reato di omosessualità avanzata dalla Francia che la convenzione sui diritti delle persone con disabilità) sono da antologia. Della demenza, ma sempre da antologia.
Non fosse che l’influenza del Vaticano è parecchio sentita, si potrebbe chiuderla lì apostrofandoli con un “ma che stronzi!” (prima di invocare il reato di lesa maestà, chiedetevi quanto segue: come definireste chi non accetta di fare una cosa che potrebbe contribuire a salvare la vita a delle persone? Ecco, ci siamo capiti). Quindi è necessario fare qualcosa, e visto che con le buone (richiami ai diritti dell’uomo, ragionamenti logici) non si riesce a farli ragionare, io propongo di citare in giudizio il Vaticano presso il tribunale internazionale delle Nazioni Unite (sempre che lo riconoscano, a differenza di quei furbacchioni degli statunitensi…). Se, smascherata la loro colpevolezza, la smettono di dire cazzate, bene; se no, Vaticano bombardato dalla Nato (per renderla utile, una volta tanto…), con tanto di risoluzione Onu e caschi blu a Roma.
Ho pensato, con l’aiuto di un po’ di amici, ad una lista di possibili capi di accusa (validi sia per il processo vero e proprio al tribunale internazionale, sia per un ipotetico “processo storico” tra chissà quanti anni). Sentitevi liberi di ampliarla…
• Concorso in genocidio: qua ce ne sono tante. Ci sono i grandi classici come le crociate oppure l’inquisizione. Ma anche le campagne di conversione in Sud America dopo la scoperta del continente nuovo. Le politiche più o meno velate a favore di dittature fasciste in America Latina ed in Spagna nello scorso secolo spacciate come “contro il comunismo” (in realtà, e basta un comune libro di storia per provarlo, contro governi eletti democraticamente). Oppure, i continui, ed irresponsabili per chiunque abbia un minimo di senso pratico, anatemi contro la contraccezione.
• Abuso della credulità popolare: se lo danno a Wanna Marchi, che almeno le corna le può supporre, gente che non ha uno stralcio di prova dell’esistenza di dio è prenotata…
• Circonvenzione d’incapace: ad esempio per il battesimo (ma in realtà anche per comunione e cresima). Pensate che casino scoppierebbe se si iscrivessero al partito i figli dei tesserati… Cosa volete che ne sappiano dei bambini? Fanno quello che gli dicono i genitori. Se la religione fosse una cosa seria, i sacramenti si dovrebbero dare dopo i 18 anni. Ma per fortuna anche le alte sfere vaticane pensano che sia roba da bambini, come le favole. Da notare come per la religione ebraica ci sia, in aggiunta, la temutissima “circoncisione d’incapace”.
• Discriminazioni sessuali: Anche qua c’è una valanga di possibili esempi. Un uomo può diventare prete (e quindi papa, e quindi il capo). Una donna no. Mi chiedo: una donna che ha fatto l’operazione? Una suora che va a Casablanca, passa al “livello equivalente” e diventa prete? O passa dal via e ritira le 20 mila lire? In compenso gli omosessuali non sono affatto discriminati, semplicemente perché, per la Chiesa, l’omosessualità è come se non esistesse. Proprio come la pedofilia (ma questa, per altri motivi)
• Gestione di regime dittatoriale: il papa non è eletto democraticamente dalla popolazione e le sue decisioni sono indiscutibili
In esclusiva per voi fedeli lettori sansuini, ecco il santino del quale non potrete più fare a meno: Sant’Emmanuele da Camatti!
[la foto è stata scattata quest’estate sopra a piazza delle Erbe da un certo Alessandro (conosciuto anche – mi sembra – come Zena) e dall’ottimo Rob ed è stata approvata dalla C.E.I.*]
“When the world is too dark
and I need the light inside of me
I’ll walk into a bar
and drink fifteen pints of beer”
Streams of whiskey - Pogues
Oggi pomeriggio ci vedremo tutti in piazza della Vittoria. Una giacca pesante, sciarpa, guanti e nello zaino l’immancabile sacco a pelo (e qualcosina per la notte) saranno il nostro unico bagaglio normale. Poi via tutti in corriera alla volta di Torriglia, spensierati come solo chi ha appena svaligiato l’Ekom e porta il prezioso carico negli zaini.
Questa sera sarà una serata speciale. Faremo un bel fuocherello nella stufa, e pazienza se non durerà tutta la notte perché “Tieni aperta la finestra, se no ci intossichiamo di monossido”. Da Bolza arriverà un odoroso regalo, che un atleta-campione – astemio, ma ancora per poche settimane – assaggerà in maniera impropria. Il sistema metrico internazionale verrà soppiantato dalle uniche unità di misura localmente riconosciute: la pentola di negroni e l’ora gin. (perché “Alle undici i veri uomini bevono gin alla canna”). Lo spirito delle olimpiadi invernali aleggerà forte e verrà omaggiato con due nuove discipline: il “calcetto in maniche corte su campo ghiacciato” ed il più elitario “frantumazione a testate dello strato di ghiaccio del trogolo (per immergere la testa nell’acqua e così schiarirsi le idee) e corsa per il paese con formazione di ghiaccio nei capelli”. La vile scienza idraulica soccomberà all’urgente necessità teorica della logistica, quando tramite configurazioni laocoontiche verrà risolto l’annoso problema dell’accesso al bagno ed a tutte le sue salvifiche protuberanze ceramiche. Gli specchi – come nelle più belle favole – prenderanno vita e si metteranno ad interloquire sui massimi sistemi, magari redarguendo con decisione gli astanti circa le conseguenze filosofiche, etiche e morali dei loro comportamenti. E poi ci saranno balli, balli ed ancora balli, con ornamenti di fortuna – ma, citando Platone, che cos’è un tappetino se non una gonna in potenza? – per sempre immortalati da quell’occhio occhio meccanico che può congelare la storia.
Questa notte andremo a dormire a pezzi come un puzzle da mille appena aperto, ma domani mattina ci alzeremo in bolla (magari non proprio all’alba…), pronti per un buon caffé, un po’ di colazione e l’irrinunciabile focaccetta del Cocca prima di riprendere la corriera. Poi chissà cosa succederà, dove ci porterà il nostro entusiasmo spericolato, la nostra pazzia incondizionata, i nostri sogni grandiosi e la nostra musica onnipresente, che ci circonda e ci culla al suono di una Les Paul indiavolata. Chissà dove saremo, dopodomani. Chissà dove saremo, tra dieci anni.
Ma è una così bella giornata, oggi. Di quelle giornate che sembrano fatte apposta per non pensare al domani, per non avere preoccupazioni. Perché oggi è il 5 dicembre del 1998, ed il futuro è come una soffice nuvola bianca vista da una corriera che corre in salita: la vedi, sai che c’è, è bella, ma è così lontana…