Compleanno blog
E due! Agili come un bradipo zoppo cui hanno legato le zampe (immergendole prima nella coccoina), eccoci arrivati addirittura al secondo anno di vita di questo imprescindibile blog, recentemente definito “la risposta contorta (e sbagliata) alla domanda «Sono due etti e mezzo, lascio?»”. In realtà la data precisa sarebbe stata sabato scorso, il 17 novembre, però ultimamente non ho avuto molto tempo per scrivere. Che dire – ma soprattutto, come direbbe Lenin se Diliberto portasse la sua mummia in Italia – che fare? Beh, io mi sono riletto il post dell’anno scorso, ed ho capito che ho davanti a me una fulgida carriera da politico: ho promesso un sacco di cose, mantenendone – ed in maniera posticcissima – solo una (ad oggi c’è solo un post marcato come “Per quando sarò il capo del mondo”). Credo cercherò un posto in questa nuovissima formazione politica di cui tutti parlano (“Partito democratico del popolo delle libertà”, mi sembra che si chiami. Il capo è un imprenditore nano fissato con i Kennedy che dava in omaggio ai giornali di sua proprietà delle videocassette e che possiede un pantheon in Sardegna. La linea politica è quella della serietà di governo a favore della sicurezza e delle urgenti riforme, credo due figure mitologiche neo-classiche che risalgono ad Omero. Come forma di sostentamento organizza elezioni “144” tramite le quali l’elettore, con solo un euro, può esprimersi con qualsiasi metodo preferisca su questioni irrilevanti. Ma forse sto facendo un po’ di confusione). Il bello è che le idee ce le ho anche, è che poi non le metto in pratica. Che forse non è nemmeno poi così male, visto che ultimamente sto rivalutando i personaggi alla Pol Pot, quelli per intenderci che hanno sdoganato un genere, tramutando il genocidio da crimine verso l’umanità a passatempo pre-aperitivo (personalmente trovo irresistibile, tra le new entry, Ahmadinejad: secondo me il ragazzo ha stoffa ed avrà un futuro, basta solo che si trovi un nome meno impronunciabile. Ottima anche la sua spalla comica, Chavez, anche se troppo caratterizzato regionalmente. Grandi giuoie credo verranno anche da Putin – tutto understatement, sguardo al polonio ed alito di gas naturale – che con il suo progetto di nuova guerra fredda sta scaldando più di un cuore. Ma come al solito ho perso il filo e sto divagando.
Il problema è che in realtà non mi viene da scrivere nulla di particolarmente intelligente sui due anni di blog, quindi vado ad ispirazione. Ok, facciamo un po’ di bilanci. Ad occhio e croce in questo anno ci sono state troppe recensioni e pochi post “veri”. In partenza, le recensioni non erano assolutamente una priorità. Ed a dir la verità, non lo sono nemmeno ora. E’ che alla fine mi sono auto-imbarcato a voler scrivere qualche riga su concerti, film, libri, dischi, spettacoli teatrali o quant’altro e questo ha preso il sopravvento. Non riesco nemmeno a fare quello che mi piace: sono inequivocabilmente un pirla. Ok, non ho più voglia di fare bilanci (e questo vale anche per quelli entalpici che mi tocca fare ogni giorno). Passiamo ad altro.
Progetti per il futuro? A parte diventare un oscuro signore del male temuto per l’uso improprio dei congiuntivi tramite i quali soggiogare sia il mondo intero che quello parzialmente scremato (insulti, please)? Boh, mi piacerebbe mettere sul blog molto più “materiale proprio” (ho dieci pagine di appunti e spunti da cercare di concretizzare), ma il tempo è veramente tiranno, e solo poche volte riesco a scrivere qualcosa di veramente organico (ovviamene non è questo il caso). Le “promesse” dell’anno scorso sono comunque ancora valide, visto che avrei veramente voglia di scrivere qualcosa con argomento le altre due categorie che avevo citato (comunque ne ho aggiunta un’altra, “Vergogniamoci per loro”, che potrebbe regalare altre giuoie). Ne ho in mente anche altre, ma vedremo. Forse scrivendo quasi per “rubriche” potrei produrre qualcosa di buono, o almeno evitare battute come quella di prima sul mondo (il vostro premuroso cervellino l’aveva già rimossa? Cazzi vostri, ho fatto una sorta di richiamo…). Lo scoprirete, vostro malgrado, solo continuando a leggere.
A Sansuino!
compleanno blog, due anni, sansuino, opinioni di un clown!?
Vacanze…
Che in realtà sono già cominciate, ma non sono riuscito a postare niente prima della partenza, eh eh… Il primo tranche di vacanze è infatti terminato, venerdì scorso (il 27) di ritorno da 6 giorni di fuoco in giro per l’Europa con il buon Franco. Con la scusa di dover portare giù la Smart, ci siamo sparati un percorso Londra – Rotterdam/Amsterdam – Aachen – Friburgo – Grenoble – Marsiglia – Genova (solo io), per un totale di più di 2600 km. Viaggio molto divertente con il minimo comun denominatore del paesaggio autostradale e della birra… Adesso io mi trovo temporaneamente a Genova, dove ho avuto giusto il tempo di fare due lavatrici, visto che domani (lunedì 30) si riparte per due settimane alla volta dei Paesi Baschi (più capatina a Barcellona e tappe intermedie per l’andata ed il ritorno) con il buon Rob. Ritorno fissato tassativamente per il 12 agosto. L’università riapre il 20, quindi in realtà avrò ancora una settimana libera, per la quale ad adesso non ho fatto ancora alcun progetto (se in città non ci fosse il vuoto pneumatico potrei anche restare, se no pensavo di trasferirmi qualche giorno in campagna, anche per riprendermi un po’ dallo sbattone del viaggio… boh, vedrò poi). Non credo proprio riuscirò ad aggiornare il blog nel periodo che passerò fuori dall’Italia, quindi direi che ci si risentirà a metà agosto (con tutto che ho un arretrato da far spavento…). Comunque un occhio al feed RSS datecelo (se siete iscritti, ovviamente)…
vacanze, Londra, Smart, Paesi Baschi, Europa, delirio di chilometri
California dreaming [si va?]
“It has to start somewhere… It has to start sometimes…
What better place than here? What better time than now?”
Guerrilla Radio - Rage against the Machine
Vorrei solo farvi notare il nome degli headliners della terza serata… una reunion che ha dello stellare… uno dei migliori e più influenti gruppi della musica alternativa degli anni novanta… un riferimento imprescindibile per qualsiasi gruppo “militante”… ufficialmente per adesso si sa solo di questa data, anche se si vocifera addirittura di un nuovo disco. Mi sembra un po’ improbabile perché, anche se adesso Chris Cornell sta lavorando sul suo secondo dico solista (su Rock Fm passano il singolo… nulla di particolare…), gli Audioslave hanno da poco pubblicato il disco nuovo, che è molto carico: non vedo quindi motivi per uno scioglimento.
Giuro che darei quanto di più caro per vedere i RATM in concerto, Zack de la Rocha, con i suoi testi incendiari, dal vivo deve essere una forza della natura, senza parlare di quel genio di Tom Morello che può fare ancora di più il dj con la sua chitarra sulle incredibili ritmiche che tengono Tim Commerford e Brad Wilk…
Se vinco al superenalotto appena finito il concerto di Bob Dylan a Milano volo in California, altro che…
Rage against the machine, Zack de la Rocha, Tom Morello, Tim Commerford, Brad Wilk, Audioslave, Chris Cornell, California, Coachella festival, musica
Luisona day (parte 1 – la bieca pubblicità)
Prima di lasciarvi al comunicato stampa, rigorosamente copia&incollato, delle iniziative genovesi per il “Luisona day”, vorrei scrivere due righe sull’argomento. Il libro “Bar Sport” è la mia bibbia, un testo sacro fonte inesauribile di ispirazione. Le geniali trovate comiche racchiuse al suo interno sono (anche adesso che lo conosco quasi a memoria…) motivo di fragorose risate. Il suo autore, Stefano Benni, ha significato molto per me. Il suo stile di scrittura, pungentemente fantasiosa ed umoristica, ha influenzato la mia vita in maniera direi ormai indelebile: se ogni giorno vi grattugio le palle con insopportabili battute (ma se ogni tanto ne azzecco anche una…), dovete lamentarvi anche un po’ con questo signore bolognese che, per citare Altan, è uno dei principali mandanti di tutte le cazzate che dico e scrivo…
Mi piacerebbe riuscire a guradare il mondo (non che ci si riesca sempre, eh…) sempre con quest’occhio curiosamente critico ed un po’ cialtrone, ma sempre pronto a smitizzare il superfluo (le sovrastrutture, per dirla con un parolone…) con le pesanti mazzate della dialettica ironica, che trovate in queste pagine scritte ormai trent’anni fa. Mi piacerebbe proprio, perché sarebbe un bel modo per conferire il giusto peso ai tanti aspetti della vita che ci piombano addosso. Per dirla con il grande Woody Allen: “Se tutti avessero il senso dell’umorismo, il mondo non sarebbe ridotto così”…
Nel 1976 veniva pubblicato “Bar sport”, l’esordio letterario di Stefano Benni; per festeggiare l’evento [ricordato analogamente in tutta Italia, ma anche in Francia, Germania e addirittura in Australia (l’elenco completo lo trovate qui, ndA)] sabato 9 dicembre BerioCafé, Stanza della Poesia, Il Sorpasso e il Teatro dell’Archivolto organizzano il Luisona day, una serie di letture tratte dall’opera dello scrittore bolognese.
Si inizia alle 12.30 al BerioCafè in via del Seminario 16 con una mini-maratona che prosegue fino alle 15.00 con le letture a cura della Compagnia del Cappotto. Inoltre durante tutta la giornata chiunque vorrà dedicare qualche minuto all’evento potrà salire sul palco per estemporanee quanto libere letture (informazioni sul sito del BerioCaffè o per telefono allo 010/5705416).
Si prosegue dalle 17.30 nella settecentesca chiesa di San Torpete in piazza San Giorgio, per l’occasione eccezionalmente aperta e visitabile dal pubblico, con Giorgio Scaramuzzino del Teatro dell’Archivolto anche lui impegnato con alcuni brani tratti da libri di Benni. Al termine ci si sposterà sempre in piazza San Giorgio a “il Sorpasso” – per l’occasione allestito e trasformato nel mitico “Bar Sport” - dove verranno distribuite porzioni della grande Luisona, preparata dalla direttrice dell’Archivolto Pina Rando, e cioccolata calda.
Perché ebbene sì, Bar Sport è vivo, è ancora vivo.
Ci sono bar e bar e poi c’è il Bar Sport che tutti li accomuna e li fonde in un solo paradigmatico universo, in una sola grande scena di umanità raccolta sotto la fraterna insegna come intorno a un fuoco, intorno al calore di un’identità minacciata. Stefano Benni, con il suo Bar Sport, ha aperto la porta su un mondo che per tutti è diventato un luogo, anzi il luogo familiare per eccellenza. Il Bar Sport è quello dove non può mancare un flipper, un telefono a gettoni e soprattutto la “Luisona”, la brioche paleolitica condannata a un’esposizione perenne in perenne attesa del suo consumatore. Il Bar Sport è quello in cui passa il carabiniere, lo sparaballe, il professore, il tennico (proprio così, con due n) che declina la formazione della nazionale, il ragioniere innamorato della cassiera, il ragazzo tuttofare. Nel Bar Sport fioriscono le leggende, quella del Piva (calciatore dal tiro portentoso), del Cenerutolo (il lavapiatti che sogna di fare il cameriere) e delle allucinazioni estive, tutti personaggi di una piccola commedia umana che a trent’anni dalla sua pubblicazione resta ancora attualissima.
Io sarò ancora una volta [e di questo sono molto felice (oltre che orgoglioso, naturalmente…)] “membro aggiuntivo” della mitica Compagnia del Cappotto, in scena al Berocafè. Tra le 12:30 e le 15 ci lanceremo in una rilettura teatrale di alcuni brani storici di Bar Sport, per poi cimentarci, insieme con chi vorrà partecipare alla maratona di letture condivise, in semplici letture di brani a piacere (per dire, io leggerò il racconto di Benni “L’ospite d’onore” tratto da “L’ultima lacrima”).
La partecipazione attiva è assolutamente auspicata! Vi aspetto numerosi con non chilometrici brani dei vostri libri preferiti!
Bar Sport, Luisona Day, Stefano Benni, Compagnia del Cappotto, BerioCafè, Stanza della Poesia, teatro dell’Archivolto, il Sorpasso, lettura condivisa
Un anno di blog…
“Non vorrei mai far parte di un club che accettasse tra i suoi soci uno come me”
Groucho Marx
Ed un anno è passato. Sembra ieri che vaneggio di fantomatiche olimpiadi di resistenza al vomito, ed invece le lancette del tempo sono arrivate fino ad oggi, al solito inesorabilmente lente e puntuali… il tempo, si sa, mica perde tempo… Capricciose, sono quindi passate quattro stagioni: ma con il sole o la pioggia, il vento o la neve, un coglione alle prese con una tastiera c’era sempre. Con una penna un po’ distratta e partigiana, al servizio di un occhio che vorrebbe essere critico ma ha a che fare una testa decisamente dura. Oltre all’inseparabile filo rosso di ironia che cerca di tenere insieme il tutto e mandare avanti la baracca… C’è chi riconduce il tutto ad una esigenza comunicativa con retrogusto di filantropia. Chi invece diagnostica una preoccupante prematura logorrea senile. Nulla di più sbagliato. Volevo solo trovarmi un hobby alternativo a conteggiare quante volte la parola “soqquadro” sia usata nei testi di filosofia teoretica (comunque mai, per adesso…).
Una anno, si diceva poc’anzi, prima che, come al solito, si perdesse il bandolo della matassa. E’ un bel traguardo, non c’è che dire. L’anno passato, dico, non perdere il bandolo della matassa! Soprattutto per uno che, un anno fa, nemmeno sapeva cosa fosse un blog… Non si possono quindi non alzare al cielo canti di giubilo ancestrali di ringraziamento (magari gospel, che ci stanno sempre bene) a Franco e Roberto (i munifici ed efficientissimi web-mastri sansuini) che hanno proposto, a me e a gli altri scalmanati sansuini (Michele, Simone, Bruno e Davide), di intraprendere questa bella ed utile esperienza. Pensate che ho pure imparato ad usare i feed…
Un anno, quindi… Direi che è il lasso di tempo giusto per tirare qualche somma… Qualche barlume di spunto critico c’è stato o si è naufragato nella noia più totale? In definiva, cosa si può salvare di quest’anno di blog? Beh, tutto sommato mi sembra di aver proposto, a volte, qualche riflessione interessante (dove? Qui, qui, qui, qui, qui e qui) ed aver scritto delle cose che, elaborate meglio, avrebbero potuto pure essere simpatiche (Questo post, e questo). Ma resta emblematico il fatto che il post indubbiamente migliore del blog (per tipo di scrittura, tema affrontato, capacità di analisi etc…) sia anche l’unico non scritto da me, ma dal mio amico Nur (onore al merito, intendiamoci! E poi non c’è gara con un giornalista professionista…).
Ma basta parlare del passato! Perché è il futuro che ci attende! Ed il futuro di Opinioni di un Clown!?TM è più che mai lucente! Preparatevi a nuovi contenuti, nuovi incredibili collaboratori, nuove rubriche, nuove veste grafica (tra poco) e nuovo indirizzo (sempre su Sansuino, ovviamente, ma personalizzato). Tutto nuovo, quindi. A parte il cialtrone che scrive, ça va sans dir.
Immagino che smaniate di sapere… quindi eccovi qualche succosa anticipazione. Verranno introdotte tre fantastiche nuove categorie:
- Traumi infantili (ovvero, se sono così ci sarà anche un motivo…)
- Per quando sarò il capo del mondo (ovvero, post-it per la rivoluzione…)
- Notizie dal futuro (ovvero, smaccato plagio ad un’idea di Luttazzi…)
Nella prima categoria saranno compresi gli articoli nei quali cercherò di farvi credere, in virtù del noto assioma per cui è meglio accusare gli altri che se stessi, che (eventuali) mie attuali tare debbano essere ricondotte a remoti eventi della mia infanzia. Spericolate arrampicate sugli specchi del tipo che non ho ancora finito l’università perché nella salita dove vivevo da piccolo c’erano tossici che si bucavano. Ma nessuno che volesse vendere, cazzo… Se vengono bene li potrei raccogliere in un libro di psicoanalisi fuffa stile “Freud for dummies”…
Gli articolo della seconda categoria sono invece ben descritti dal commento che ho inserito. A cosa servono in fatti i post-it? A ricordarsi le cose da fare. Quindi, visto che per adesso non sono ancora il capo del mondo (ma è ovviamente solo una mera questione di tempo), ho deciso di portarmi avanti con il lavoro, che l’ispirazione arriva quando meno te l’aspetti… Avete comunque avuto modo di assaggiare un piccolo spoiler: le mie illuminati proposte di bloccare le nascite al 2020 e di nuclearizzare gli Usa (aggiungerei, en passant, anche la Knesset in seduta plenaria) si trovano sulla stessa lunghezza d’onda. E comunque l’idea del blocco delle nascite, almeno stante ai commenti dei miei amici, trova sempre più adepti… Comincio a pensare che si tratti di una tra le cose più intelligenti che io abbia mai scritto dopo “Cent’anni di solitudine”, quando ancora usavo quello stupido nome d’arte…
Con gli articoli appartenenti alla terza categoria si inaugura una nuova rubrica che siamo certi appassionerà fortemente i nostri sei fedeli lettori. Si tratta dello spazio, lungamente reclamato e finalmente accordato, affidato al nostro reporter d’assalto Emmanuel Goldstein, che vi proporrà i suoi clamorosi scoop in anteprima assoluta. Ma assoluta in tutti i sensi, visto che trattasi di notizie dal futuro! Ciò è possibile, oltre ai sempre imponenti mezzi sansuini, grazie alla speciale connotazione di tessuto onirico che da sempre contraddistingue gli amici immaginari. Tenetevi forte, quindi, perché si viaggia nel tempo, e senza nemmeno bisogno di fottere il plutonio ai libici… Ah, un’avvertenza… Non provate a commentare questi articoli dicendo che si tratta di uno smaccato plagio a Daniele Luttazzi (vedi Panfilo Maria Lippi e Dingo). In primo luogo, perché è un plagio ad un’idea di Daniele Luttazzi (Le persone possono far valere diritti d’autore. Le idee no.). E popi perché le piccole pulci ammaestrate anarchiche, oltre ad irreprensibili e pungenti croniste, sono parecchio permalose. E sanno essere anche sanguinariamente vendicative: ci dispiacerebbe dover pubblicare il vostro necrologio prima del dovuto…
Per finire questa carrellata di novità vi invito a consultare più spesso la pagina “articoli”, visto che è mia intenzione pubblicare qualche (sedicente) “best of” dei miei articoli “storici”. Si comincia già oggi con un pezzo da novanta, “Teorema del Fascio”, risalente addirittura al temutissimo compitino di analisi tre…
Grazie della pazienza… e… a Sansuino!!!
compleanno blog, delirio acuto, Opinioni di un Clown!?
Programma manifestazioni a cinque anni dal G8 di Genova
Posto il programma delle manifestazioni previste in questi quattro giorni a Genova. Ulteriori informazioni ed aggiornamenti si possono trovare qui.
Mercoledì 19/07 DEMOCRAZIA E MOVIMENTI
Piazza delle Feste - Porto Antico
ore 15.30 inaugurazione della mostra Diritti Negati
ore 17.30 ne parliamo con:
Raffaella Bolini (Arci), Vittorio Agnoletto (parlamentare europeo), Marco Bersani (Attac), Norma Bertullacelli (Retecontro G8), Francesco Caruso (deputato indipendente prc), Giorgio Cremaschi (Fiom), Pino Giampietro (Cobas), Maurizio Gubbiotti (Legambiente)
coordina Giuliano Giuliani
ore 21.00 parlano le comunità genovesi di migranti
coordinano Alessandra Ballerini e Antonello Sotgiu
ore 22.30 Il teatro degli Zingari della Comunità S. Benedetto al Porto in collaborazione con il teatro dell’Archivolto presentano:
L’AMERICA NON ESISTE IO LO SO PERCHE’ CI SONO STATO
Regia di Elena Dragonetti con la collaborazione di Franco Fuselli
Musiche di Pierugo Bertolino
con Arianna, Bobby, Domenico, Giorgio, Eris, Luca, Marco, Maurizio, Ottavia, Pierugo
Con la partecipazione di Aisha e Marika
Giovedì 20/07 FESTA PER NON DIMENTICarlo
Piazza Alimonda
ore 15.00 Musica e poesia, con trampoli e sorprese
Ospiti la madre e il Comitato per Federico Aldrovandi
con la partecipazione di tanti amici:
Alessio Lega, All Jurassic, Les Anarchistes, Cisco e Guido Foddis, Luca Lanzi e Casa del Vento, le sorelle Fennec con Roberto Giuliani, Renato Franchi & Orchestrina del Suonatore Jones, Pierugo Marika e Fabio…
… e con finale giullarata musicale:
(Re) Carlo (non) torna dalla battaglia di Poitiers
di e con Giulio Cavalli
alla fisarmonica Guido Baldoni
Produzione Bottega dei Mestieri Teatrali
panini e bibite a cura di Critical Wine
ore 22.30 concerto di CAPAREZZA e ASSALTI FRONTALI al Terra di Nessuno
a cura dei CSOA TdN e Buridda, con il Comitato Piazza Carlo Giuliani
Venerdì 21/07 DEMOCRAZIA E REPRESSIONE
Piazza delle Feste - Porto Antico
ore 16.00 Presentazione del libro “Gli occhi di Piero, un ragazzo degli anni settanta”
di M. Coccia e S. Fontana - ed. Alegre
con gli autori e Lucia Bruno, sorella di Piero.
ore 17.30 ne parliamo con madri, sorelle, familiari e compagni delle vittime della repressione di ieri e di oggi:
Comitato Amici di Aldro (Ferrara), Associazione Piero Bruno (Roma), Comitato per Rumesh (Como), Fausto e Iaio (Milano), Rosa Piro madre di Dax (Milano), Comitato Verità e Giustizia per Genova, Genitori ragazze e ragazzi antifascisti 11 Marzo, Caterina Giovinazzo e Claudia Piola (Torino), Comitato Piazza Carlo Giuliani (Genova)
coordina Francesco Barilli di Reti In/visibili
a seguire: presentazione e proiezione del nuovo dvd della segreteria legale OP - Genova 2001 a cura di Carlo Bachshmidt e Davide Traverso, proiezione dei dvd Quale verità per piazza Alimonda? e La nuova inquisizione (l’inchiesta al “sud ribelle”).
ore 20.00 presso Circolo Arci Città Futura C.so Torino, cena di autofinanziamento per i processi di Genova con la presenza di testimoni delle giornate di Genova, a cura del comitato Verità e Giustizia per Genova.
ore 22.00 fiaccolata verso la Scuola Diaz: a cinque anni dalla “Notte Cilena” per chiedere Verità e Giustizia per Genova.
Sabato 22/07 DEMOCRAZIA E COSTITUZIONE
Piazza delle Feste - Porto Antico
ore 15.30 Gli articoli 3, 8, 11 e 21: i diritti di cittadinanza e di libertà
ne parliamo con: Imma Barbarossa (Rete femminista SE), Paolo Beni (Arci), Giuseppe Coscione (Comunità di base di Oregina), Tana De Zulueta (deputata), Roberto Giudici (Action for Peace), Monica Lanfranco (Marea), Franco Manzitti (Repubblica), Gianni Rinaldini (Fiom), Piero Sansonetti (Liberazione), Sergio Tedeschi (Rete contro G8), Antonello Sotgiu (Cgil)
coordina Giuliano Giuliani
Il manifesto
“Faccio un gesto
e manifesto”
Manifesto - Bandabardò
Il manifesto, storico quotidiano comunista che da 35 anni rappresenta una fucina di spunti critici a sinistra, è in serio pericolo. La notizia è un po’ vecchia, ma con il fatto del down del sito la pubblico solo ora. Di seguito il primo editoriale firmato dai direttori Gabriele Polo e Mariuccia Ciotta.
Da trentacinque anni il manifesto rappresenta un caso unico nel panorama editoriale italiano e non solo. Nessun padrone se non la cooperativa dei lavoratori che lo mettono ogni giorno in edicola, stipendi (bassi) uguali per tutti, un giornalismo politico indipendente e autogestito specchio delle trasformazioni che hanno segnato questi anni. Un bene comune, un vero e proprio «mostro» - nel senso letterale del termine - che ha l’ambizione di stare sul mercato violandone le leggi, un luogo aperto della sinistra. Anche la porta d’ingresso è sempre spalancata e chiunque può entrare, persino gli indesiderati, come è accaduto qualche anno fa. In questi trentacinque anni abbiamo vissuto pericolosamente (e spericolatamente): centinaia di migliaia di persone lo sanno bene, quelli che ci hanno letto, lavorato e chi ci ha usato per le proprie passioni. Le crisi finanziarie hanno scandito la nostra esistenza: le abbiamo sempre superate con il nostro lavoro e con l’aiuto del «nostro mondo». Ora siamo al punto che trentacinque anni possono precipitare in un pomeriggio d’estate. Perché la libertà costa, soprattutto a chi la pratica, e arriva il momento che quei costi si materializzano in scadenze non più rinviabili. Per evitare il precipizio abbiamo bisogno di aiuto, perché questa crisi è più grave delle altre e mette a repentaglio la stessa esistenza del giornale. Non è un grido d’allarme, è una semplice notizia: nelle pagine interne ne illustriamo i termini. Perciò da oggi inizia un referendum sul futuro di questo giornale: le schede elettorali stanno nel portafoglio di tante e tanti. Perché questa è una crisi che non riguarda solo noi. Coinvolge i nostri lettori più affezionati, ma anche chi ci ha comprato una volta sola nella sua vita. Chiama in ballo tutta la sinistra (nell’accezione più ampia del termine, dai partiti ai sindacati all’associazionismo) ma anche il mondo dell’informazione cui questo giornale qualcosa ha pur dato (e continuerà a dare). Sono tutti questi i nostri «padroni», tutti quelli che - magari guardandoci da lontano - pensano che la democrazia abbia bisogno di un «mostruoso» antidoto contro i rischi di omologazione del pensiero. Saremo presuntuosi, ma crediamo che la nostra voce sia essenziale, che il nostro essere uno strumento di lavoro per la critica dell’esistente sia una cambiale che non dobbiamo pagare da soli. E che, perciò, la nostra sorte non riguardi solo chi lavora in via Tomacelli o chi continua a stare «dalla parte del torto», ma anche chi la pensa in modo opposto. Per questo la nostra crisi la mettiamo in piazza, per questo faremo «l’appello» dei sottoscrittori e ne racconteremo gli esiti. Da oggi entriamo in una fase di mobilitazione generale. Siamo convinti di farcela. Noi ci metteremo tutto il nostro lavoro di sempre e le nostre aperture al mondo.Ma abbiamo bisogno di tutti voi. Diteci se voi avete bisogno di noi. O se - come ha detto quel genio del Savoia - siamo solo una pessima carta e un terribile inchiostro.
Bendix: il blog di Lia Celi
Di solito non faccio pubblicità ai cambiamenti che apporto al blog, ma questo merita veramente!
Ho infatti aggiunto un po’ di link, tra questi uno veramente esplosivo, cioè quello relativo all’esilarante blog di Lia Celi, da me sfortunatamente scoperto solo da poco (in compenso son due giorni che rido come un disperato…).
Se non sapete chi sia Lia Celi, vergognatevi uno po’… vi basti sapere che era una delle firme satiriche più brillanti ed autorevoli di “Cuore”… se non sapete nemmeno cos’era “Cuore” o chi sia il suo direttore storico Michele Serra (la sua rubrica “L’amaca” è l’unico valido motivo per comprare “La Repubblica”) vi prego di prendervi cinque minuti per pensare all’inutilità della vostra esistenza…
E se ancora non vi fidate dei miei consigli (ingrati…) eccovi copia&incollato (‘fanculo il copyright!) il suo ultimo geniale post (datato 19 maggio… non è grafomane come me…):
Da Allah a qua: ci ritireremo dall’Iraq, ma l’Iraq si ritirerà dall’Italia?
“Un ex tiranno assetato di rivincita, un povero premier circondato da capitribù litigiosi, una democrazia fragile, divisioni insanabili, un clero invadente: meno male che non abbiamo il petrolio, altrimenti Bush ci avrebbe già invaso. Ma purtroppo nemmeno il fosforo di tutte le bombe Usa basterebbe a rendere un po’ più intelligente Alfonso Pecoraro Scanio. Il neoministro Clemente Mastella rivendica la sua profonda conoscenza della Giustizia: «E’ una vita che la fotto». Massimo D’Alema smentisce l’accusa di essere lui il vero presidente del Consiglio: «Non ho tempo, sono già il vero presidente della Repubblica». Romano Prodi tranquillizza le donne deluse per la scarsa rappresentanza femminile al governo: «Niente paura, pur di ottenere una poltrona molti ministri maschi mi hanno promesso di cambiare sesso». Ma il secondo governo del Professore può durare sul serio cinque anni: solo il discorso per la fiducia è durato un mese.”
Nero+ (reprise)
In un mio post precedente vi avevo parlato della presentazione di un libro, Nero+, opera prima di Edoardo Cavazzuti illustrata da Daniele De Battè. Beh, non vi starò a fare un finta recensione seria, visto che l’autore (da qui in avanti, semplicemente Edo) è mio amico, vi basti sapere che i racconti che costituiscono il volume mi hanno sinceramente colpito. Più delle sue leggendarie caraffe di negroni [e vi assicuro che sono delle bombe! Le avessero trovate in Iraq non potremmo più rompere i coglioni (no, non Cheney e Rumsfeild… intendevo bel senso figurato…) a Bush…].
Avevo già avuto modo di constatare il suo talento in occasione della messa in scena di “Memorie del 25 aprile”, suo breve testo teatrale appositamente scritto per la Compagnia del Cappotto (Non li conoscete!? Dio vi punirà!!! Ah ah, ne sentirete spesso parlare, su questo blog…), contraddistinto da una caratterizzazione dei personaggi veramente toccante. Ed adesso questo bellissimo libro di racconti, sublimato (per usare parole sue) in maniera molto evocativa dai disegni di Daniele Battè.
Per adesso l’ho letto due volte. Alla prima lettura, veloce per la curiosità, mi è piaciuto. Subito dopo l’ho riletto, cogliendone meglio le sfumature, e mi ha definitivamente conquistato. Da lode “Black Out America”, ma anche tutti gli altri racconti non sono da meno, sempre caratterizzati da personaggi tratteggiati con uno stile personale e difficile da dimenticare.
Se volete farvi (o fare) un bel regalo, avete trovato quello che cercavate. Tra l’altro, se passate sabato 11 alle 18:00 alla libreria del porto antico, potrete assistere alla nuova presentazione del libro, farvi firmare la vostra copia dagli autori ed assistere all’attesissima performance della Compagnia del Cappotto, che si cimenterà nella lettura scenica di brani scelti tratti dal libro (e/o in feroce guerriglia, in realtà non lo so. In caso di guerriglia, sarò anch’io nella mischia).
Nero+, Edoardo Cavazzuti, Daniele De’ Battè, noir
Nero+
Siete amanti delle belle lettere? Allora non potete di certo mancare lo strepitoso appuntamento di oggi!
Infatti sabato 4 febbraio, nell’ambito del salone dell’editoria libraria musicale e multimediale InEdita, verrà presentato il libro Nero+, prima entusiasmante fatica letteraria, pubblicata da Edizioni La Lontra, di Edoardo Cavazzuti, una delle più talentuose promesse della letteratura italica, con illustrazioni di Daniele De Batté.
La presentazione avrà luogo alla Fiera di Genova, Padiglione C, Sala Ponente dalle 17 alle 17:50. L’ingresso è gratuito. Accorrete numerosi!
Nero+, Edoardo Cavazzuti, Daniele De Battè, noir