Chiedo perdono per non essermi fatto sentire per così tanto, lo so che vi sono mancato ma purtroppo in queste ultime settimane ho avuto tanto lavoro, poca elettricità e soprattutto poca ispirazione a scrivere.
I giorni cominciano ad assomigliarsi un po’ e le settimane a passare meno velocemente (son quasi 2 mesi di Africa!), il che è anche cosa positiva, significa che mi sto ambientando e sto iniziando a prendere il ritmo al Sudan, questo porta però a non avere tante cose da raccontare, probabilmente perché quello che mi stupiva sta diventando routine.
In queste ultime settimane poche nuove, UN (o l’ONU come la chiamiamo in Italia) ha deciso che abbiamo un coprifuoco anticipato alle 23 per la presenza massiccia di militari in città a causa del congresso del GoSS (Government of South Sudan) / SPLA/M (Sudanese People Liberation Army/Movement). In pratica l’esercito ribelle che ha preso il potere in Sud Sudan e che dalla firma del Comprehensive Peace Agreement nel 2005 cerca di governarlo indipendentemente dal Nord con molte difficoltà (causate più dall’incompetenza dei militari diventati politici che non dalle interferenze del nord). L’obiettivo è quello di darsi una struttura migliore di quella di oggi e diventare un partito politico a tutti gli effetti, in attesa delle prime elezioni del Sud Sudan (nel 2009) e del Referendum (nel 2010) in cui i sudanesi decideranno se Nord e Sud continueranno a essere il Sudan o diventeranno Sudan e New Sudan (viva la fantasia).
Abbiamo poi scoperto che alla Power Station di Juba hanno una schedule per l’erogazione dell’elettricità della città, per la nostra zona sarebbe 24 ore di luce ogni 48 di black-out, purtroppo però che fino ad oggi la abbiano rispettata solo una volta. Per il resto sempre buio, fino a ieri sera quando l’energia è tornata a sorpresa e come sempre ci ha reso felici come dei bambini la mattina di natale, oggi, puntualissima, dopo 24h dalla sua venuta è scomparsa lasciandoci tristi ed al buio.
La mia collega E. è rientrata dalle vacanze italiane, portando un bella carica di energia positiva (che non fa andare le lampadine ma fa benissimo all’umore dell’ufficio), 20 chili di cibo italiano (che cambiano la vita), un bel pacchetto di provviste da casa mia (che è ormai quasi finito) e la gelatiera (lo so, sembra eccessivo, però fino ad oggi gli unici gelati che si trovavano erano quelli fatti con l’acqua del Nilo e venduti per strada da gelatai in bicicletta e con i 40 gradi stavano iniziando a fare gola anche quelli. In pratica l’arrivo della gelatiera ci ha salvati dal colera).
Poi poco altro, non commento gli accadimenti di Khartoum di questi ultimi giorni perchè non sono informatissimo sui fatti e sulle politiche tra Chad e Sudan, qui se n’è sentito solo l’eco lontano e comunque non hanno cambiato i programmi del Sud Sudan.
bon,
ora vi saluto



















