Dopo mesi di assenza ritorno a scrivere da questo strambo angolo di mondo,
il motivo di questa lunga pausa sinceramente non lo so, però adesso che è finalmente arrivata la stagione delle piogge, con qualche mese di ritardo, dal canto mio mi son sentito in dovere di aggiornare amici e parenti su quel che succede quaggiù.
Beh, come si suol dire, nessuna nuova buona nuova, il che, applicato al caso mio, significa che non è successo nulla di eclatante (o almeno non mi è parso, l’unica emozione forte l’ho provata quando è arrivato qui a Juba il pesto del papà fatto col basilico dell’orto genovese, mi è durato 2 giorni).
Dal punto di vista lavorativo è passata la classica fase di ambientamento e sto cominciando non dico a correre ma almeno a camminare, da 3 settimane ho cambiato posizione (per fortuna, a fare l’admin mi stavo un po’ annoiando) faccio il capo progetto e non c’è male, il lavoro è faticoso ma molto appagante, son fortunato ad avere un ottimo staff ad aiutarmi. Certo, i Sudanesi in Africa son famosi per essere dei lazzaroni e di certo i nostri colleghi non si differenziano dallo stereotipo. Per fortuna ci sono delle eccezioni, meno pigre e con dei barlumi di lucidità che a volte ti prendono impreparato.
Dal punto di vista “sociale” la situazione è egregia, anche se un componente del team “no goat no party” che avevamo formato è dovuto rientrare improvvisamente in Italia. Siamo rimasti in 2 Italiani e un Keniota, noi 2 insieme a dei ragazzi italiani di un’altra ONG e un ragazza della Croce Rossa abbiamo creato un bel gruppo, siamo quasi una famiglia. Fortuna ha voluto che i due italiani siano ex pizzaioli e che nel mio giardinetto possa fare bella mostra di un bel forno a legna! Per cui, a cadenza quasi settimanale, prepariamo (anzi, preparano) pizze per tutto il gruppo di amici anche fuori dal team. Siamo proprio degli italiani all’estero, specie da cui di solito fuggo però nelle condizioni SudSudanesi fa proprio piacere avere un angolo di casa in cui rifugiarsi. Ormai, per noi e per pochi eletti prepariamo dei manicaretti unici, abbiamo già proposto: fettuccine fatte in casa, pizze d’ogni sorta, pane, gnocchi di zucca, melanzane fritte, risotti vari, paste con ogni tipo di sugo (anche il ragù) e tante tante altre leccornie. Si sono fatti anche dei tentativi di gelato ma sono miseramente falliti, si ritenterà.
La mia ormai famosa domestica/cuoca Tanzana che tante gioie ci dava è in ferie (spero) da un mese, sarebbe dovuta tornare questa settimana ma nessuno l’ha vista. Teniamo le dita incrociate che rientri al più presto, con la sostituta sudanese abbiamo dei problemi di comunicazione insormontabili (e soprattutto sa cucinare 3 piatti in croce, di cui 2 con lenticchie e fagioli in abbondanza, l’ideale per la pausa pranzo..)
Sotto il profilo della sicurezza nessun problema, la assurda incriminazione di Al Bashir per crimini di guerra (per tempistiche e modalità, sul fatto che sia un assassino e un criminale non c’erano dubbi) qui non ha quasi sortito effetti. Per la prima volta in anni è più pericoloso stare a Khartoum che non qui a sud.
Sopra accennavo alla stagione delle piogge, è da qualche giorno che il tempo non è bello e piove abbastanza spesso, addirittura 2 notti fa, nel mezzo di un diluvio pazzesco, un tuono incredibile ha svegliato tutta Juba, è durato almeno 10 secondi ed ha fatto tremare il mio prefabbricato metallico e il mio letto come se ci fosse un terremoto.
Questo cambiamento climatico ha portato con se un piacevole freschetto, talvolta di notte è necessario addirittura mettersi sotto le lenzuola.
Le piogge hanno reso le strade si Juba un gran pantano, quando vado in giro con la jeep sembro un bambino che gioca nelle pozzanghere al parco dopo il diluvio.
I problemi sorgono quando devo andare al mercato, regolarmente con le infradito in mezzo al fango puzzolente misto a natura morta e in putrefazione. Adoro girare per i mercati incasinati, quindi pieni di umanità ed odori, però in questi casi non è che sia proprio uno spettacolo.
Bene, saluto tutti e mando abbracci, baci e auguri di buone vacanze a chi è in partenza (o già partito). Spero che vi farò attendere un po’ meno per il prossimo aggiornamento ma non prometto nulla.







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