Questo blog aderisce allo sciopero dei giornalisti e quindi non posterò nulla fino a natale.
Scherzavo.
Minchiate a parte mi interrogavo sulla questione giornalisti: sono veramente incazzati (in realtà si vede anche molto perché se scioperassero i carpentieri sul giornale ci sarebbe un articolo, se scioperano i giornalisti non c’è il giornale…) ed io non riesco a capire la situazione. Non ho abbastanza informazioni (immagino che sia un problema mio perché credo che notizie in proposito c’è ne fossero a profusione…) e la cosa mi molesta…
Gli editori sono dei vampiri o i giornalisti chiedono troppo?
Perché una categoria non riesce a farsi rispettare mentre le altre, più o meno, sì?
Non sarà che ce ne sono troppi?
Parlando di mercato del lavoro senza alcun genere di morale (che, in effetti, è un esempio abbastanza attinente alla realtà ) se ci sono molte persone disposte a scrivere senza contratto o con contratti super-precari e difficile che si ottengano dei risultati, c’è troppa concorrenza. In più: i giornali sono finanziati da soldi pubblici, perché? Se la gente ne comprasse a sufficienza non ce ne sarebbe bisogno, ma se la gente non ne compra a sufficienza perché finanziarli con i soldi della stessa gente? La mia sensazione è che fare il giornalista sia un lavoro fico e che di conseguenza troppa gente lo voglia fare e, per me, non ha molto senso che questo succeda, soprattutto perché poi è inutile lamentarsi che un idraulico/elettricista/altrolavoromenofico guadagna tanto… che piaccia o no l’idea, va così: si guadagna in base alla concorrenza…
A prescindere da tutto questo credo che dovrebbero avere dei contratti equi (non si può progettare una vita se hai contratti di 3 o 6 mesi) e pagati come tutti gli altri (1000/1200) però credo anche che la gente debba cominciare a pensare che se non produci nulla ( o produci qualcosa di cui nessuno ha bisogno) non è un lavoro ma un hobby, quindi bisogna, secondo me, evitare di produrre cose in più e nel caso specifico fare in mondo che lavorino solo i giornalisti che servono e gli altri si abituino all’idea di fare qualche altra cosa… Spero di chiarirmi un po’ le idee e di capire quel che sta succedendo quando ricominceranno a scrivere…
Il problema è che il contratto dei giornalisti è scaduto mi sembra nel gennaio del 2005. Lo sciopero (che va avanti da molto tempo, con forme di protesta come “lo sciopero delle firme”) è lo strumento più drastico per farsi sentire, e se in questi ultimi mesi i quotidiani sono mancato così tante volte dalle edicole vuol dire che la situazione è grave. Le motivazioni sono essenzialmente una maggiore tutela dei giovani giornalisti, che gli attuali nuovi contratti non garantiscono (Il fatto che si mobiliti tutta la categoria, aparteire dai giornalisti più blasonati che non hanno certo problemi di contratto è una buona cosa).
La questione è la solita: gli editori chiedono “più flessibilità” (ovvero, meno garanzie, contratti fuffa, etc) mentre questo contrasta il problema della qualità dell’informazione, che in una democrazia dovrebbe essere di altissimo livello.
Non credo che giornalisti a cottimo (o “on demand”, per citare alcuni tipi di contratto per precari che si sentono in giro) siano una soluzione auspicabile. Il lavoro dei giornalisti non è solo meramente tecnico (per esempio: tutti gli elettricisti sanno riparare il contatore, quindi mi rivolgo a quello che costa meno) ma, essendo legato alla diffusione delle informazioni, assume un’importanza più rilevante e si basa sulla pluralità (ed indipendenza) delle fonti di informazione.
Contratti precari, come ovvio, significano solo giornalisti addomesticati che accettano qualsiasi cosa: lavorare di più pagati meno, ovvio, ma anche, e soprattutto, semplici amplificatori dell’editore di riferimento. Come si possa garantire la libera informazione in questo modo mi sembra cosa ardua.
Non è quindi accettabile che per assecondare la politica da bottegai degli editori (politica del breve termine: ritorno in pochi anni e chi se ne frega se poi lascio un sistema informativo a pezzi) si mini la base di uno dei principi democratici (che ovvimante necessita di politica a lungo termine)
Il tuo discorso non fa una piega, ma non credo che i contratti più sicuri cambino la questione: semplificando molto, credo che un giornalista debba essere indipendente ma se si assumono solo giornalisti addomesticati non importa come li paghi, addomesticati restano.. da quel punto di vista, per come la vedo io, l’unica soluzione è quella di avere editori indipendenti, e per essere indipendente credo che sia necessario che un giornale si auto sostenti..