Archive for the '"brain" at work' Category

Dimissioni

Alla faccia della flessibilità, sono pieghevole una ginnasta rumena di 12 anni, in due anni e mezzo di lavoro sono ufficialmente giunto al terzo cambio…

La prima volta sono stato abbandonato per strada (ufficialmente “non rinnovato”), le altre due ho scelto di cambiare, però il limbo prima della partenza ha sempre lo stesso strano sapore…

Questa volta è forse la più strana: nessuno se lo aspettava così presto e sarà una fuga-lampo. I colleghi sono rassegnati, sapevano che tra qualche anno sarebbe successo, il mio capo mi tratta con la freddezza stizzita di chi è stato tradito, quella dell’amministrazione è stranamente amichevole, per la prima volta mi sembra che abbia sorriso.

Ho ricevuto solo due “buona fortuna”, sinceramente a bergamo era andata molto meglio..

“Chi lascia la strada vecchia per la nuova,
Sa quel che lascia, non sa quel che trova”

Non mi resta che fare un bel respiro, guardare avanti e toccarmi le balle…

Ritorno al presente

Dopo due settimane di vacanza (a luglio) e due missioni eroiche in puglia (mi sono sentito asterix quando lotta contro la burocrazia..) e a salonicco (20 giorni di lavoro di fila, veramente provante) sono tornato alla mia vita da ufficio, studio per l’asta del fantacalcio e sogno un mondo dove la “Documentazione finale di test e collaudo” possa essere sostituita da un foglietto da consegnare al cliente con scritto “Giurin giuretta, a casa mia funzionava”!

La risorsa umana

Stavo ragionando sulle difficoltà nella ricerca del lavoro per un neo-laureato in una città medio grande, per esempio Genova.

Per quale motivo non si riesce ad avere proposte serie e l’unico modo per avere “potere contrattuale” è quello di minacciare di andarsene?

Perchè continuano a fare statistiche su quali facoltà siano sovrapopolate (più laureati che posti di lavoro) e quali invece  non “producano” abbastanza risorse (triste ma vero, siamo tutti risorse da vendere)? Basterebbe inserire il numero chiuso nelle fucine di disoccupati ed incentivare l’iscrizione nelle facoltà più utili al mondo del lavoro (e.g. alcuni tipi di ingegneria, fisica, scienze infermieristiche ecc..) facendo pagare un po’ meno tasse…

Non ho idee precise ma credo ci (noi saremmo le risorse umane tra i 25 ed i 30 anni) farebbe bene un confronto, un modo per capire cosa ci offra la situazione, e magari servirebbe anche di più ai 19enni che possono ancora scegliere la strada da prendere…

Ultimamente ho letto un trafiletto agghiacciante basato su una presunta statistica che diceva che l’80% dei giovani ritiene inutile studiare. Tutto vero se hai delle buone probabilità di fare la velina o il calciatore, ma nel 99% dei casi vuol dire che ti stai mettendo in mano al restante 20%, quello che studia. Lungi da me pensare che il mondo possa essere fatto solo di medici o avvocati, ma da li a pensare che studiare sia inutile mi sembra che il passo sia lungo… non so, mi rendo conto che la questione sia complessa anche perchè non saprei nemmeno quanti siano quelli che non vogliono e quelli che non possono studiare, voglio dire ho studiato perchè qualcuno a suo tempo mi ha parato il culo, ma mi rendo conto che molti non hanno questa fortuna..

Non so perchè mi impelago in queste elucubrazioni dettate da sudore e digestione, ma credo che qualcosa di vero ci sia e che forse dovremmo applicarci per farlo venire fuori…

Primo giorno di lavoro…

Uscire dall’ufficio ed essere in sopraelevata in 15 minuti… non ha prezzo!

 Finalmente ho cominciato, primo obiettivo Bulgaria, ma stasera è tardi per perdersi in commenti, scriverò nei prossimi giorni…

Cerchio.

Ironia della sorte: oggi ho annunciato le mie dimissioni nella stessa saletta dove avevo fatto il colloquio, il dirigente è stato gentilissimo, oggi esattamente come quella volta, e mi ha augurato “in bocca al lupo” con la stessa sincerità. Fosse solo per lui mi dispiacerebbe andare via… Ma siccome è per la mia vita, questo cerchio si deve chiudere, questo piccolo ciclo ha fatto il suo lavoro ed è giusto che io cambi aria…

Rien ne va plus, les jeux sont faits…

Ormai ho lanciato la pallina…

Dovrebbe girare ancora per un mesetto e poi fermarsi. In attesa del Lancio.

roulette

Poche cose sono per sempre. Questa non è una di quelle.

Sicurezza sul lavoro.

In questi giorni è successo un gravissimo incidente a Torino in una acciaieria, anch’io lavoro in una acciaieria e, ovviamente, la cosa mi ha colpito parecchio…

Si parla di sicurezza sul lavoro sempre troppo tardi e, secondo me, se ne parla sempre in modo molto ipocrita. La produttività serve per sopravvivere alla competizione ed in un paese come il nostro dove i costi sono alti è ancor più difficile sopravvivere. Ci sono ambienti (alcuni tipi di fabbrica, come ad esempio le acciaierie) estremamente pericolosi per le loro caratteristiche intrinseche: enormi quantità di energia in gioco e sostanze chimicamente pericolose necessarie al funzionamento del tutto.

Non so come sia andata a torino, ma da noi a luglio c’è stato un enorme incendio dove per fortuna non si è fatto male nessuno, per colpa dell’errore di un singolo operatore (era consapevole dell’errore e lo ha fatto per pigrizia), ed in quella occasione mi sono reso conto che i sindacati non hanno interesse a fare chiarezza, fanno scudo contro l’azienda facendo discorsi vaghi e senza senso. In un paese dove i sindacati non sono credibili e dove si battono solo per il contratto, non credo che siano utili per migliorare la questione sicurezza. La mia impressione da neo-lavoratore è che in realtà della siicurezza interessi molto poco ed in particolare mi sembra che interessi più all’azienda che ai sindacati. Sono deluso da sindacati che difendono chi sbaglia, invece di proteggere chi fa il proprio lavoro; che protestano invece di proporre; che si interssano solo dei soldi; ma soprattutto che non hanno ancora capito che se un’azienda va a bagno i dirigenti prendono 100.000 euro di liquidazione e vanno a lavorare da un’altra parte, gli operai rimangono in cassa integrazione…

 NB: Non faccio distinguo tra i vari sindacati anche perchè mi sembra che cambi solo quanto volgiono lavorare in meno o quanti soldi voglionon in più ma non l’atteggiamento (in particolare nel mio ambiente mi è anche sembrato che i sindacati più incazzati siano anche i più ottusi)

Partire è un po’ morire…

E tornare al lavoro dopo un ponte è come farsi trainare sulla ghiaia da un cavallo. Nudo (Io, non il cavallo, cioè anche il cavallo ma è irrilevante). Con un calippo in … no beh, per quello aspettiamo la riunione dopopranzo.

Quanti ingegneri servono per cambiare una lampadina?

Non lo so: uno, con l’ausilio di due elettricisti specializzati e di un elettricista normale, evidentemente non basta…

Perchè non si accende quel coso dimmerda?!?!

Confuso e felice…

Come operatore di borsa faccio cagare, come ingegnere faccio catenaccio, come rigattiere ve lo so dire tra 23h e 20m… Alla fine sono ingiustificatamente sereno del mio operato.

Obbiettivi di breve termine: arrivare velocemente a stasera.

Obbiettivi di medio termine: farmi dare il ponte del 2 nov.

Obbiettivi di lungo termine: riportare il culo a casa.

L’importante è avere obbiettivi chiari e magari una botta di culo.